Schermo nero.
Dissolvenza in nero.
Appare la scritta:
Parte una musica: "Hymne à l’amour", Edith Piaf.
Compaiono le immagini e vediamo diverse riprese aeree di Parigi, che riconosciamo facilmente.
Dopo un po’ la MdP sembra concentrarsi sulla collina di Montmartre.
Con uno stacco passiamo a inquadrare un piccolo bistrot che si affaccia su Place du Tertre, la celeberrima piazzetta dei pittori.

Stacco all’interno del locale, dove vediamo diversi clienti mangiare e bere in allegria.
La MdP si inoltra in cucina. I cuochi sono almeno una decina e sono molto indaffarati.

Quello che sembra essere lo chef (Thierry Frémont) si volta nella sua direzione e lo apostrofa con tono deciso.

CHEF
Iwakura!
Il ragazzo si gira prontamente.
IWAKURA
Sì, chef?
CHEF
Hai preparato quei due dolci?
IWAKURA
Certo chef.
Lo chef si avvicina per controllare i due piatti preparati da Iwakura. Li esamina attentamente e poi annuisce in segno di approvazione.
CHEF
Va bene. Rimetti in frigo la pirofila e poi porta fuori la spazzatura.
IWAKURA
Certo chef.
Iwakura mette a posto la pirofila e poi toglie i due sacchi della spazzatura dai bidoni di plastica che si trovano in un angolo, ormai pieni.
Tenendone uno in ciascuna mano esce quindi dalla porta sul retro, trovandosi in un vicolo deserto, che da un lato sbocca in una strada più trafficata mentre dal lato opposto termina con un muro di mattoni.
Iwakura si dirige verso i cassonetti che si trovano poco distante e vi getta dentro i due sacchi della spazzatura.
Sta per rientrare, quando una voce lo ferma.
VFC (ragazza)
Sei il nuovo pasticcere?
Iwakura si volta e vede una ragazza seduta sul davanzale di una finestra dell’edificio di fronte, al primo piano (Sara Forestier).

Sta fumando una sigaretta e osserva Iwakura con aria di sufficienza.
IWAKURA
Sì. Ho iniziato ieri. Tu chi sei?
La ragazza dà un tiro alla sigaretta, prima di rispondere.
MADELEINE
Mi chiamo Madeleine. Qual è il tuo nome invece, pasticcere?
IWAKURA
Iwakura.
MADELEINE
E da dove vieni? Cina? Corea?
IWAKURA
Sono giapponese.
La ragazza alza un sopracciglio, poi dà un altro tiro alla sigaretta, prima di lasciarla cadere in strada.
MADELEINE
Ma guarda… Beh, piacere di averti conosciuto, Iwakura.
Lui non fa tempo a rispondere e rimane a guardare la ragazza mentre ruota le gambe e sparisce all’interno della finestra.
Sul suo volto appare uno strano sorriso, poi scuote la testa e rientra nel locale per tornare al lavoro.
La musica finisce.
Stacco.
Scena 1 (Esterno, notte)
E’ inquadrata nuovamente la piazzetta dei pittori. Dev’essersi fatto tardi, perché notiamo i locali ormai chiusi e pochissima gente ancora in giro.
Stacco sul retro del bistrot, nel vicolo cieco. Dalla porta che dà sulla cucina vediamo uscire tutti i dipendenti, che si salutano allegramente e si danno la buonanotte.
Nessuno rivolge però la parola a Iwakura, che alla fine rimane solo nel vicolo. A testa bassa slega la propria bicicletta incatenata a un palo.
VFC (Madeleine)
Non ti preoccupare, presto diventerai uno di loro…
Iwakura solleva il capo.
Madeleine sta scavalcando il davanzale della finestra per mettersi seduta su di esso, con le gambe a penzoloni.
IWAKURA
Ti sembravo preoccupato?
La ragazza raccoglie un pacchetto di sigarette posato sul davanzale e ne estrae una.
MADELEINE
In effetti no. Ma mi sembrava una cosa carina da dirti.
Iwakura fissa la ragazza, cercando di inquadrare il tipo.
IWAKURA
Lo era, grazie.
Madeleine accende la sigaretta.
IWAKURA
Come facevi a sapere che sono il nuovo pasticcere?
MADELEINE
Perché Marcel faceva lo stesso con Jean Paul: mandava sempre lui fuori a gettare la spazzatura.
IWAKURA
Jean Paul era il vecchio pasticcere?
La ragazza annuisce senza rispondere.
IWAKURA
Lo conoscevi? So che se n'è andato da Parigi due mesi fa.
Madeleine dà un tiro alla sigaretta.
MADELEINE
Tornerà. E' il mio ragazzo...
Iwakura è sorpreso dalla notizia. Non sa bene che dire.
MADELEINE
Ma non devi preoccuparti per il lavoro. Non credo abbia intenzione di ritrovarsi di nuovo alle dipendenze di Marcel.
IWAKURA
E come mai?
La ragazza si stringe nelle spalle.
MADELEINE
Non andavano molto d'accordo. Questo non significa però che debba essere lo stesso per te: Jean Paul ha un carattere difficile.
IWAKURA
Capisco...
Iwakura sembra imbarazzato, con le mani sul manubrio della bicicletta. Probabilmente desidera andarsene, ma non sa come farlo senza apparire maleducato.
Madeleine dà un altro tiro alla sigaretta, poi squadra il giovane giapponese.
MADELEINE
E tu, Iwakura? Hai la ragazza?
Lui distoglie lo sguardo.
IWAKURA
C'è una persona, nel mio cuore… Ma non posso dire che sia la mia ragazza.
Madeleine fa uno strano sorriso compiaciuto.
MADELEINE
Che risposta interessante... Perché non mi parli di lei?
IWAKURA
Veramente è un po' tardi. Domani mattina devo alzarmi presto per lavorare.
Madeleine si lascia andare a una breve risata.
MADELEINE
Non è mai abbastanza tardi, a Parigi, per parlare d'amore. Avanti... Come si chiama?
Primo piano prolungato di Iwakura.
Stacco.
Scena 2 (Esterno, giorno)
La MdP inquadra un grande edificio. Una scuola. Forse un’università, a giudicare dall’età dei ragazzi che entrano ed escono.
L’inquadratura si sposta poi su Iwakura, seduto accanto a una ragazza (Kiko Mizuhara) su una panchina che si trova sotto un grande albero che sorge nel mezzo del giardino.

RAGAZZA
Sei stato molto gentile ad aiutarmi al lavoro, in questi giorni, Iwakura. Ero proprio spaesata.
IWAKURA
E’ stato un piacere, Setchan. Ci sono passato anch’io e so quanto significa un aiuto o un consiglio.
SETCHAN
Quasi mi dispiace che il mio periodo lì dentro sia finito. Stavo quasi cominciando a divertirmi.
IWAKURA
Miss Ishigawa ci sa fare. Sia con i clienti che con i dipendenti. In un ambiente così ci si diverte anche, è vero.
I due rimangono in silenzio per qualche secondo.
SETCHAN
Potrei invitarti a mangiare qualcosa, con i soldi della paga. In qualche modo devo sdebitarmi…
Lui sembra soppesare la risposta.
IWAKURA
Perché invece non vieni a mangiare da me? Avrei voglia di nabe, ma prepararlo a casa da soli non c’è gusto.
Ora tocca a Setchan riflettere. Si guarda la punta delle scarpe, indecisa.
IWAKURA
Non è un appuntamento romantico, se è questo che ti preoccupa.
Lei pare sollevata dalla precisazione.
SETCHAN
D’accordo, allora. Ma cucino io.
Iwakura sorride e annuisce.
Setchan risponde al sorriso.
Stacco.
Scena 3 (Esterno, notte)
Torniamo nel vicolo di Montmartre.
Madeleine dà l’ultimo tiro alla sigaretta e la getta in strada.
MADELEINE
Setchan… Che strano nome.
Inquadratura di Iwakura, che non dice nulla.
MADELEINE
Cosa credi stia facendo adesso?
Iwakura controlla l’orologio.
IWAKURA
Sono le dieci del mattino, in Giappone. Probabilmente sarà già al ristorante ad aiutare i suoi a preparare il pranzo.
MADELEINE
Che brava ragazza.
Iwakura sorride, ma il suo è un sorriso triste.
IWAKURA
Lo è.
Madeleine studia l’espressione del ragazzo, come cercando di coglierne le sfumature.
MADELEINE
Da quanto tempo sei a Parigi, Iwakura?
IWAKURA
Da due anni.
MADELEINE
E ti manca il tuo paese? Ti manca… Setchan?
Lui riflette qualche istante, prima di rispondere.
IWAKURA
Cerco di non pensare al passato.
Primo piano di Madeleine. Difficile capire cosa stia pensando, dalla sua espressione.
Alla fine piega un angolo della bocca in un sorriso strano, poi si accinge a rientrare in casa.
MADELEINE
Buonanotte, Iwakura. Cerca di riposarti: Marcel sa essere un vero bastardo con chi dorme sul lavoro.
Iwakura alza una mano in segno di saluto. Rimane il dubbio se Madeleine faccia in tempo a vederlo o meno, prima di sparire.
Il ragazzo monta in sella alla bicicletta e, pedalando lentamente, si allontana dal vicolo cieco.
Dissolvenza in nero.
Scena 4 (Esterno, giorno)
Le immagini si aprono sull’esterno di un ristorante.
Dalla fisionomia dei passanti che transitano di fronte a esso comprendiamo di essere in Giappone.
Stacco all’interno del locale.
E’ piuttosto frequentato e la MdP si sofferma sui volti di alcuni clienti, intenti a mangiare o a chiacchierare nel’attesa.
Dopo qualche secondo individuiamo Setchan: sta uscendo da quella che probabilmente è la cucina, reggendo in mano tre piatti che porta con disinvoltura a un tavolo. Tre uomini d’affari, vestiti elegantemente, interrompono la conversazione visibilmente compiaciuti.
SETCHAN
Ecco qua a voi, signori. Omelette al riso e filetto di maiale.
Notiamo che i clienti non usano le tradizionali bacchette, bensì forchetta e coltello.
Setchan si allontana dal tavolo e fa per tornare in cucina. Nel tragitto nota una coppia seduta a un tavolo che ha terminato di mangiare, così si avvicina per portare via i piatti vuoti.
Sentiamo intanto un brandello della conversazione dei due.

RAGAZZO (Kenichi Matsuyama)
Se devo scegliere tra il mio cane che sta morendo e il lavoro, per me è chiaro che la precedenza va al cane. Il lavoro non scappa: se uno fa il suo dovere, non rischia il posto per una cosa del genere.

RAGAZZA (Masami Nagasawa)
Lo credo anch’io, Misawa.
Setchan si allunga per prendere i piatti.
SETCHAN
Posso?
MISAWA
Certo, grazie.
Setchan inizia quindi a sparecchiare e il ragazzo riprende il discorso.
MISAWA
Ma ci pensi, Yuko? Sishimaru viveva con me da quando ero un bambino. Se non fossi stato accanto a lui nel momento della morte avrei avuto questo rimorso per tutta la vita.
La ragazza prende la mano di Misawa e sorride.
YUKO
Sei così buono, Misawa…
Setchan raccoglie anche l’ultimo piatto e si allontana discretamente, ma non prima di aver lanciato un’occhiata curiosa al ragazzo. Lo stesso fa lui verso di lei, ma i loro sguardi non si incrociano.
Quando Setchan arriva in cucina, posa i piatti su un lungo ripiano di legno e poi si avvicina a un uomo che sta mettendo a bollire degli spaghetti (Takeshi Kaga). Questi si rivolge a lei non appena la vede.

UOMO
Ci sono altre ordinazioni, Setchan?
SETCHAN
Per il momento no, papà. Forse per oggi abbiamo finito.
PADRE
Lo spero… Sono a pezzi.
Setchan gli posa amorevolmente una mano sulla spalla.
SETCHAN
Perché non resti a casa questa sera, papà? Posso stare io qui dietro a cucinare, così ti riposi un po’.
L’uomo sorride.
PADRE
Ti ringrazio, Setchan… Ma un paio d’ore di sonno, oggi pomeriggio, mi rimetteranno a nuovo. Tu, piuttosto… Non vuoi uscire un po’? E’ tanto che non ti vedo andare fuori a divertirti.
Lei si stringe nelle spalle.
SETCHAN
Preferisco stare qui con voi ad aiutarvi. E poi, in fondo, non saprei con chi uscire…
PADRE
Sì, ma alla tua età bisogna pur distrarsi, ogni tanto.
SETCHAN
E alla tua bisognerebbe prendersi una giornata di riposo, qualche volta. Come vedi, siamo pari…
La ragazza sfoggia un sorriso disarmante e si avvia verso la sala.
SETCHAN
Vado a controllare che non ci sia qualcun altro affamato, di là.
E senza attendere risposta sparisce oltre la porta.
Primo piano del padre, che scuote la testa perplesso.
Stacco.
Scena 5 (Interno, notte)
Vediamo Setchan seduta a una scrivania, probabilmente in camera sua. Fuori dalla finestra notiamo il buio della notte. La lampada che illumina il tavolo, insieme al pigiama indossato dalla ragazza, ci confermano che siamo a fine giornata.
Setchan sta scrivendo quello che sembra un diario.
Particolare della pagina: la penna scrive gli ultimi ideogrammi della frase e poi viene posata di lato.
Primo piano di Setchan, sul cui volto appare un’espressione malinconica.
La ragazza inizia a sfogliare il diario all’indietro, permettendoci di notare che gli appunti da lei scritti sono inframmezzati da fotografie, biglietti, scontrini, etichette di prodotti…
A un certo punto Setchan si ferma, lasciando il diario su una pagina scritta nella metà superiore e occupata da una foto nella metà inferiore.
Inquadratura della foto: mostra quattro giovani dietro il bancone di un bar. Indossano tutti la divisa del locale (camicia blu con bordi gialli). Tra i due ragazzi che non conosciamo e che si trovano ai lati, individuiamo Setchan e Iwakura.
Primo piano di Setchan, sul cui viso compare un sorriso triste al ricordo del momento in cui la foto è stata scattata.
Dissolvenza incrociata.
Scena 6 (Interno, giorno)
Ci troviamo nel locale: si tratta di un bar moderno e colorato.
Una donna (Meiki Kaji) sta accompagnando al bancone Setchan, che indossa già la divisa.
Qui la aspettano Iwakura e gli altri due ragazzi della foto.

DONNA
Ragazzi, questa è Setchan. E’ un’amica di Misako e la sostituirà per i dieci giorni in cui lei sarà in vacanza. Trattatela bene, mi raccomando.
TRE RAGAZZI (più o meno in coro)
Certo, Madame!
La donna se ne va e i due baristi che non conosciamo riprendono il loro lavoro. Il bar è ancora chiuso e loro stanno sistemando la sala in vista dell’apertura.
Iwakura, invece, rimane con Setchan, invitandola con un gesto a raggiungerlo dietro il bancone.
IWAKURA
Vieni di qua, che ti mostro un po’ di quello che dovrai fare.
Setchan obbedisce.
IWAKURA
Ti troverai bene, qui. Miss Ishigawa è gentilissima e anche se dovessi sbagliare qualcosa, non ne fa un dramma. Ricordati però di chiamarla Madame. Ci tiene.
Setchan annuisce, cercando di memorizzare.
IWAKURA
Allora, ascoltami bene.
Parte una musica: “Wishing”, Kana Nishino.
Mentre udiamo le note in sottofondo vediamo Iwakura spiegare qualcosa a Setchan, la quale ascolta con attenzione.
Poi si susseguono altre scene:
- Miss Ishigawa che apre la porta del bar;
- Setchan che sistema un tavolo, apparecchiandolo con graziose decorazioni;
- i primi clienti che entrano nel locale;
- Iwakura che, rapido ed efficiente, serve loro la colazione;
- Setchan che osserva Iwakura e gli altri due camerieri cercando di imitarli al meglio;
- Setchan che, sparecchiando un tavolo, fa cadere a terra una tazza che si rompe e Miss Ishigawa che le sorride porgendole una scopa;
- Iwakura che lavora alacremente dietro il bancone, riempiendo il cestello della lavastoviglie di bicchieri, tazze e piattini;
- Setchan che si asciuga il sudore dalla fronte, osservando il locale pieno di clienti da servire;
- Iwakura che guarda l’orologio e fa un cenno a Miss Ishigawa, che annuisce e gli indica Setchan.
La musica sfuma e ritroviamo Iwakura e Setchan seduti a un tavolo, nel retro del locale. Stanno mangiando.
IWAKURA
Allora, come ti sembra il lavoro?
SETCHAN
E’ faticoso, ma mi piace. Mi rammarica doverlo lasciare tra dieci giorni.
IWAKURA
Può anche essere che per quel giorno tu abbia cambiato idea. Alla lunga può diventare un lavoro piuttosto noioso.
SETCHAN
Tu da quanto sei qui?
IWAKURA
Da due anni. Da quando ho iniziato l’università.
Lei appare sorpresa.
SETCHAN
Oh, anche tu vai all’università? Io mi sono iscritta quest’anno.
IWAKURA
Avremo modo di vederci là, allora, quando tornerà Misako.
Setchan annuisce.
SETCHAN
Deve essere faticoso lavorare e studiare contemporaneamente.
Iwakura si stringe nelle spalle.
IWAKURA
Il difficile sta nel coordinare gli orari delle lezioni con quelli del lavoro. Per il resto ci si fa l’abitudine. Ma in fondo non è che possa fare diversamente…
Setchan lo guarda curiosa.
SETCHAN
Il lavoro ti serve per mantenere gli studi? Oh, ma forse sono indiscreta e non hai voglia di dirmelo…
IWAKURA
Figurati. La risposta comunque è no. I miei genitori gestiscono un negozio di roll cake, anche abbastanza famoso nel quartiere, e sono loro a pagarmi gli studi. Io però non voglio succedere ai miei nel lavoro di famiglia e così mi impegno al massimo per fare economia e mettere i soldi da parte. Se non ci riesco, che mi piaccia o no dovrò infornare roll cake per il resto dei miei giorni.
SETCHAN
E cosa c’è di male? Io ne sono golosissima.
Lui guarda altrove, come incerto della risposta.
IWAKURA
Non saprei spiegarti esattamente il perché, ma non credo sia quello per cui sono nato.
Setchan sorride.
SETCHAN
E allora per cos’è che sei nato?
IWAKURA
Chi può mai saperlo? Spero solo di scoprirlo presto.
SETCHAN
Te lo auguro. Ognuno di noi vorrebbe trovare la propria strada.
IWAKURA
Già, ma nel mio caso, se non ci riesco mi troverò tra pochi anni a lavorare con mia madre.
SETCHAN
E’ così terribile?
IWAKURA
Al contrario… Mia madre è superperfetta. E’ allegra, simpatica, una grande lavoratrice…
SETCHAN
Allora non capisco.
Iwakura riflette un istante.
IWAKURA
Vedi… Io credo di essere la classica brava persona.
SETCHAN
Non ho dubbi. Ma cosa c’entra?
Iwakura si sporge in avanti, per spiegarsi meglio.
IWAKURA
Se restassi tutta la vita con i miei, seguendo la corrente, mi perfezionerei sempre di più in questo ruolo di brava persona.
SETCHAN
Non vedo dove sia il problema.
IWAKURA
Non c’è… in apparenza. Ma per come la vedo io, questo non significa essere davvero uno a posto. Facendo una vita tranquilla, con soldi e tempo a disposizione, è facile essere una brava persona, che ci vuole?
Primo piano di Setchan, che continua a non capire.
IWAKURA
Se continuo su questa strada, la mia presunta bontà rimarrà qualcosa di relativo, di superficiale, e magari finirò per coltivare la mia parte più brutta e oscura. Siccome penso di essere uno fondamentalmente a posto, di me vorrei coltivare la parte positiva, non quella oscura.
SETCHAN
Allora questa sarebbe la ragione per cui fai economia e metti da parte i soldi?
IWAKURA
Non direi proprio così. Sto solo facendo quello che ho deciso e quello che posso, altrimenti mi ritroverò come se niente fosse nel negozio dei miei, senza avere neanche tentato qualcosa di diverso. E una volta lì, non potrò più sottrarmi.
Setchan annuisce. Questa volta sembra aver compreso il punto di vista del ragazzo.
Sulla soglia della stanzetta appare improvvisamente Miss Ishigawa.
MISS ISHIGAWA
Ragazzi…
IWAKURA
Ha bisogno di noi, Madame?
Il volto della donna si apre in un sorriso.
MISS ISHIGAWA
Vorrei solo farvi una foto, insieme a Naoki e Shinji. Così, anche in futuro ci ricorderemo sempre della nostra Setchan. E lei si ricorderà di noi…
IWAKURA
Mi sembra una splendida idea.
Iwakura e Setchan si alzano e seguono Miss Ishigawa, la quale chiama a raccolta i suoi dipendenti.
MISS ISHIGAWA
Coraggio, ragazzi! Tutti dietro il bancone!
I baristi obbediscono e si mettono in posa, sotto lo sguardo divertito dei clienti. Miss Ishigawa intanto prende posizione per scattare la foto con la sua macchina digitale.
La MdP inquadra i quattro ragazzi, mostrandoceli sul display della macchina fotografica.
Quando Miss Ishigawa preme il bottone per scattare la foto, il fermo immagine sul display si trasforma nella fotografia incollata sul diario di Setchan.
Siamo infatti tornati nella sua stanza e il flashback è terminato. La ragazza chiude il diario, spegne la lampada sulla scrivania, si alza e va a coricarsi.
Dissolvenza in nero.
Scena 7 (Interno, giorno)
Quando ricompaiono le immagini ci ritroviamo a Parigi.
Iwakura è nella cucina del bistrot e sta mescolando con un cucchiaio un’invitante crema rosa, girando in tondo l’attrezzo da cucina.
Dopo qualche secondo viene raggiunto dallo chef.
CHEF
Iwakura, la mousse si mescola con movimenti dal basso verso l’alto, non come stai facendo tu.
Iwakura annuisce.
IWAKURA
D’accordo, chef.
Il ragazzo prova a fare come detto da Marcel, il quale osserva con aria inquisitoria.
CHEF
Così va bene. Non mi rovinare la mousse di fragola, o ti butto fuori a calci.
Dalla sua espressione vediamo però che sembra soddisfatto del lavoro di Iwakura.
Il ragazzo continua a mescolare.
Stacco.
Scena 8 (Esterno, giorno)
Siamo nel vicolo dietro il locale. Iwakura sta portando fuori la spazzatura. Istintivamente lancia un’occhiata verso la finestra di Madeleine, che intravediamo all’interno della stanza mentre cammina avanti e indietro parlando al cellulare.
Iwakura si ferma a osservarla.
La ragazza spegne il cellulare e lo appoggia poco delicatamente su un mobile. Non sembra di buonumore e infatti si dirige verso la finestra e scavalca il davanzale come di consueto, mettendosi a sedere e accendendosi una sigaretta.
Quando vede Iwakura immobile e con lo sguardo rivolto nella sua direzione, lo apostrofa malamente.
MADELEINE
Che c’è?
Lui sembra risvegliarsi.
IWAKURA
Scusa, ero sovrappensiero.
Lei dà un tiro alla sigaretta.
MADELEINE
A me sembrava che mi stessi fissando.
Lui getta i sacchi nel bidone della spazzatura, poi si volta verso la ragazza.
IWAKURA
Sì, forse è così… Non mi sembravi felice e cercavo di capire il perché.
Altro tiro di sigaretta da parte di Madeleine. Sembra improvvisamente nervosa.
Rimane in silenzio qualche istante, poi alza gli occhi verso Iwakura.
MADELEINE
Non viene.
Dallo sguardo di Iwakura si intuisce che non ha capito di chi lei stia parlando.
MADELEINE
Jean Paul… Aveva detto che questa sera mi avrebbe raggiunto per stare a Parigi qualche giorno.
Iwakura aspetta ancora. Madeleine dà un altro tiro alla sigaretta.
MADELEINE
E invece non viene.
IWAKURA
Mi dispiace.
Lei annuisce, ma non sembra farsene granché dell’empatia di Iwakura.
Il ragazzo fa quindi per rientrare nel bistrot e si avvia verso la porta.
MADELEINE
Ti aspetto qui, stasera, quando finisci.
Lui la guarda e sorride, annuendo. Poi rientra in cucina.
Primo piano di Madeleine, perso nel vuoto.
Stacco.
Scena 9 (Esterno, notte)
Inquadratura di Place du Tertre. L’ora è tarda.
Stacco nel vicolo cieco. Dalla porta del bistrot vediamo uscire tutti i dipendenti, che si salutano allegramente e si danno la buonanotte, come la sera prima.
Un paio di loro saluta silenziosamente anche Iwakura, che ricambia con un gesto della mano e un sorriso.
VFC (Madeleine)
Cosa ti avevo detto?
Iwakura alza lo sguardo verso la finestra. Madeleine è seduta al solito posto, con la solita sigaretta in mano.
MADELEINE
Conosco a memoria i tuoi orari. Non devi stupirti.
Iwakura si stringe nelle spalle.
IWAKURA
Non sono sorpreso che tu conosca i miei orari. Mi chiedo solo perché tu mi venga a cercare.
MADELEINE
Sei uno con cui è piacevole fare conversazione…
La ragazza dà un tiro alla sigaretta, finendola e gettando in strada il mozzicone.
MADELEINE
E poi mi incuriosisce la tua storia. Coraggio, vieni a sederti qui accanto a me.
IWAKURA
E come ci arrivo lassù?
Madeleine indica delle casse in un angolo del vicolo.
MADELEINE
Se sposti un paio di quelle dovresti riuscire ad arrampicarti senza problemi.
Iwakura sembra indeciso.
MADELEINE
Coraggio… Domani è il tuo giorno libero, no? Puoi farmi compagnia fino a tardi, questa sera.
Il ragazzo soppesa l’idea per qualche secondo ancora, poi si decide a raggiungere le casse di legno.
Osserviamo Iwakura mentre le sposta sotto la finestra di Madeleine, che sorveglia il lavoro con un’espressione vagamente divertita.
Alla fine Iwakura sale sulla scala improvvisata e aggrappandosi al davanzale si issa fino a sedervisi sopra.
MADELEINE
Visto? Non era difficile.
Lui prende un lungo respiro affaticato.
IWAKURA
Questo lo dici tu…
Lei ridacchia, poi si accende un’altra sigaretta. Ne offre una a Iwakura, che però rifiuta con un gesto della mano.
MADELEINE
Allora… Setchan è poi venuta a casa tua a cucinare per te?
Iwakura annuisce.
MADELEINE
Come hai detto che si chiamava quel piatto che le avevi richiesto?
IWAKURA
Nabe. Non è esattamente un piatto, a dire il vero…
Lei lo osserva curiosa, invitandolo a continuare.
IWAKURA
Nabe, in effetti, significa “pentola”, ma quando diciamo “mangiamo nabe” allora intendiamo quel particolare modo di cucinare e mangiare.
Madeleine dà un tiro alla sigaretta, ascoltando attentamente.
IWAKURA
Si posa un fornelletto a gas sulla tavola e ci si mette a bollire una pentola con del brodo. Non ci sono regole però su cosa ci vada dentro: verdure, pesce, carne… Anche tutte e tre le cose insieme. Ognuno ha la sua ciotola e con il mestolo prende dalla pentola quello che preferisce mangiare.

MADELEINE
Interessante… Sembra l’ideale per una serata in compagnia.
Iwakura annuisce.
IWAKURA
E’ proprio così.
Madeleine dà un altro tiro alla sigaretta.
MADELEINE
Coraggio, racconta… Com’è andata?
Primo piano di Iwakura, il cui sguardo si perde nella semioscurità del vicolo cieco.
Dissolvenza incrociata.
Scena 10 (Esterno, sera)
Ci ritroviamo sulla strada di un quartiere residenziale. Vediamo un’auto che parcheggia e dopo qualche secondo da essa scende Setchan.
La ragazza è ben coperta da un cappotto invernale e in una mano tiene una sporta della spesa. Si guarda un po’ intorno, poi si ferma a osservare la casa dove abita Iwakura.
La MdP la inquadra, mostrandoci una casa in legno completamente fatiscente, con i vetri rotti e la scala esterna che cade a pezzi.
Setchan si sistema la sciarpa e si stringe nel cappotto, alzando gli occhi verso il cielo plumbeo.
Si incammina quindi verso l’ingresso della casa e suona il campanello.
Iwakura apre la porta, sorridendo.
SETCHAN
Ciao!
IWAKURA
Ciao! Entra pure.
Setchan si toglie le scarpe e segue Iwakura all’interno dell’appartamento, il quale, a dispetto dell’impressione data dall’esterno, è ampio e ben tenuto.
SETCHAN
Che posto incredibile!
Iwakura ride.
IWAKURA
Sì, lo so… Visto da fuori sembra che non valga niente.
SETCHAN
E invece è allegro e accogliente. Complimenti.
IWAKURA
Faccio del mio meglio.
I due arrivano in cucina, dove Setchan posa la borsa della spesa.
La ragazza si guarda intorno, poi si rivolge con un sorriso a Iwakura.
SETCHAN
Ma ce l’hai la pentola?
IWAKURA
Certo. Ho anche il fornello portatile.
Lui tira fuori l’occorrente da uno scaffale, posandolo sul ripiano della cucina, mentre lei fa lo stesso svuotando la sporta.
SETCHAN
Faccio una cosa semplice, con polpette di pollo, verdure e hurasame.

SETCHAN
Alla fine mettiamo a cuocere gli udon.
IWAKURA
Non vedo l’ora!
SECHAN
In realtà sono molto più brava a cucinare piatti occidentali. Quelli so cucinarli anche a occhi chiusi.
Setchan inizia a preparare la cena, aiutata da Iwakura che ne segue istintivamente i gesti.
IWAKURA
Davvero?
SETCHAN
Sì. I miei hanno un ristorante di cucina occidentale. E’ anche segnalato sulle guide turistiche.
IWAKURA
Ma guarda… Quindi hai imparato quel tipo di cucina?
SETCHAN
Esatto. Il menu è lo stesso da tanti anni e alla lunga certe cose rimangono. Del resto, se voglio succedere ai miei nella gestione del locale, devo imparare, no?
I due rimangono in silenzio qualche secondo, proseguendo il lavoro. Poi Iwakura assume un’espressione curiosa.
IWAKURA
Ma allora perché ti sei iscritta all’università?
Setchan si stringe nelle spalle.
SETCHAN
Mi son sempre detta che era per fare un’esperienza di vita. Ma in fondo credo sia a causa di mio fratello.
IWAKURA
Tuo fratello?
SETCHAN
Sì… Vedi, lui è il fratello maggiore e non voleva proprio saperne di ereditare la gestione del ristorante. Se n’è andato di casa quando era ancora al liceo e adesso lavora a pieno ritmo in un’agenzia pubblicitaria.
IWAKURA
E’ soddisfatto?
SETCHAN
Oh, sì. E’ un lavoro creativo, perfetto per lui. Keita è un ragazzo curioso, socievole, sempre in cerca di emozioni, di novità, di imprevisti. Non è il tipo capace di seguire ogni giorno uno schema stabilito, facendo le cose allo stesso modo, alla stessa ora… Solo i miei potevano pensare che un ragazzo come lui fosse adatto a seguire l’attività di famiglia.
IWAKURA
Ancora non capisco, però, come questo abbia portato a iscriverti all’università.
SETCHAN
Il fatto è che ho sempre tranquillizzato i miei dicendo che del ristorante me ne sarei occupata io e che l’avrei fatto con piacere. Del resto è vero, quindi non ho mai mentito. Loro però hanno finito per concludere che forse stavo facendo un sacrificio, così, per evitare che poi seguissi l’esempio di mio fratello, mi hanno incoraggiato a provare nuove esperienze, come l’università.
IWAKURA
Così, se anche ci avessi ripensato, non ti saresti sentita costretta a occuparti del ristorante contro la tua volontà…
SETCHAN
Proprio così. Inoltre avrei avuto più tempo per riflettere.
IWAKURA
Credo che con te i tuoi genitori si siano comportati saggiamente.
SETCHAN
Lo credo anch’io, anche se per ora non ho affatto cambiato idea.
IWAKURA
Buon per te, che sai già quale strada percorrere nella tua vita.
Setchan sorride.
La MdP ci mostra il ripiano della cucina e notiamo che oramai è tutto pronto per mangiare.
SETCHAN
Portiamo tutto in tavola. Ho una fame da lupi.
Iwakura annuisce con convinzione.
Parte una musica: “Taiyou no Uta”, Erika Sawajiri.
Con le note in sottofondo vediamo le seguenti scene:
- Iwakura che accende il fornelletto per il nabe e Setchan che vi posa sopra la pentola di terracotta;
- i due giovani seduti a tavola a mangiare, immersi in una piacevole conversazione;
- Setchan che apre la finestra per far uscire il vapore creatosi nella stanza, per poi voltarsi verso Iwakura, che le sorride;
- Iwakura che prepara il caffè mentre Setchan sparecchia;
- i ragazzi seduti nuovamente a tavola, con una tazza di caffè fumante davanti a ciascuno e un piatto di roll cake al centro.

La musica si abbassa di volume, rimanendo in sottofondo.
SETCHAN
Questo appartamento mi dà una strana sensazione.
IWAKURA
Quale sensazione?
SETCHAN
L’atmosfera è tranquilla, ma è come se il tempo si fosse fermato. Sembra un’isola di serenità, dà un senso di pace. Come fai, stando in un posto così, a trovare la forza di uscire per andare a lavorare? Se fossi in te, penso che avrei voglia di restarmene qui, senza far niente.
Iwakura sorride e annuisce.
IWAKURA
E’ proprio così. A stare in questa casa si prova una pace tale che il tempo si ferma. Però… sai, ci sono anche altre persone che ci vivono.
Setchan assume un’espressione perplessa.
SETCHAN
Mi era sembrato di capire che vivessi solo.
IWAKURA
Sì, è così in effetti. Ma ci sono anche… ehm… i vecchi proprietari.
SETCHAN
Non capisco.
IWAKURA
Be’, ecco… come posso dire. Sono morti, ma pare che non se ne siano resi conto.
SETCHAN
Cosa?
IWAKURA
Si sono addormentati con il braciere acceso… Sono morti in questa stanza per le esalazioni di monossido di carbonio. Marito e moglie. Erano piuttosto anziani.
SETCHAN
Proprio qui?
IWAKURA
Proprio qui.
SETCHAN
E’ una tecnica per terrorizzarmi e convincermi a fare sesso con te?
Iwakura ride divertito.
IWAKURA
Non sarebbe stata una cattiva idea... ma non era la mia intenzione. Sto parlando sul serio. A volte li vedo in questa stanza.
Setchan osserva Iwakura con sguardo indagatore.
SETCHAN
Sei uno di quelli che riescono a vedere queste cose?
IWAKURA
No, per niente. Non mi è mai capitato nulla del genere, prima di venire ad abitare qui.
SETCHAN
E allora come si spiega?
Iwakura si stringe nelle spalle.
IWAKURA
Non so… Quando sono a casa e mi rilasso, e la mia testa si svuota dai pensieri, o quando sono esausto per il lavoro o mi sono appena svegliato, o anche quando bevo il tè… In quei momenti è come se due mondi si incrociassero e io vedo quei due che vivono come devono aver sempre fatto.
SETCHAN
Non sarebbe meglio far fare qualche esorcismo?
IWAKURA
Mah, presto qui butteranno giù tutto… Ho solo pensato che fino ad allora può anche continuare così. Sembra che vivano così felicemente…
SETCHAN
Mmm… Credo che al tuo posto mi sentirei un po’ a disagio.
Lui scuote la testa.
IWAKURA
Credimi, quei due non creano alcun disagio. Anzi, tutt’altro… Provo serenità quando mi trovo in loro compagnia e sono convinto che sarebbe la stessa cosa anche per te.
Primo piano di Setchan, che osserva dubbiosa il volto calmo e sicuro di Iwakura.
La musica finisce.
Dissolvenza incrociata.
Scena 11 (Esterno, notte)
Ci siamo spostati all’esterno. E’ inquadrata la casa di Iwakura e dopo qualche secondo da essa vediamo uscire i due ragazzi.
Insieme si dirigono verso l’auto di Setchan.
SETCHAN
Dammi retta, Iwakura. Hai ancora tanto tempo davanti a te… Sei bravo a fare economia, hai detto. Metti un po’ di soldi da parte e vai a studiare all’estero per un po’. Potresti anche trovare lavoro, se ti impegni.
IWAKURA
Ci penserò. In fin dei conti credo che fare questa vita da figlio ubbidiente, alla lunga, possa logorarmi.
SETCHAN
Allargare i propri orizzonti è sempre positivo. Spesso si riesce a vedere la propria esistenza da un punto di vista così differente da consentirci di cambiarla radicalmente.
Lui annuisce.
IWAKURA
E’ quello che penso anch’io.
Setchan sorride.
Intanto siamo arrivati all’auto e la ragazza si appresta ad aprire la portiera.
SETCHAN
Grazie per avermi accompagnato.
IWAKURA
Grazie a te per la cena. Alla fine io ho contribuito pochissimo.
SETCHAN (ridendo)
Hai preso i roll cake! E’ stato un grande contributo…
IWAKURA
Sono lieto che ti siano piaciuti.
I due rimangono a guardarsi per qualche secondo, indecisi su come salutarsi. Poi Setchan si decide e apre la portiera dell’auto.
SETCHAN
Be’, allora ciao….
IWAKURA
Ciao Setchan, a presto. E grazie ancora.
Lei annuisce e poi entra in macchina.
Iwakura resta fermo a guardarla mentre mette in moto, parte e si allontana.
Quando l’auto è sparita in fondo alla strada, il ragazzo rientra in casa.
Dissolvenza incrociata.
Scena 12 (Esterno, notte)
Torniamo nel vicolo di Parigi.
Primo piano di Madeleine, pensierosa.
Iwakura è accanto a lei, in silenzio. Evidentemente ha appena finito di raccontare.
MADELEINE
Davvero in quella casa c’erano i fantasmi?
Iwakura annuisce.
IWAKURA
Anche Setchan li ha visti.
Lei lo guarda di sottecchi.
MADELEINE
Ma non quella sera, giusto…?
IWAKURA
No, non quella sera.
MADELEINE
Allora la storia non è finita. Vai avanti.
IWAKURA
Un’altra volta. Perché non mi racconti qualcosa tu?
Lei prende una sigaretta e l’accende.
MADELEINE
E cosa vorresti sapere?
IWAKURA
Dimmi di Jean Paul. Come mai ha lasciato Parigi?
Madeleine dà due tiri alla sigaretta, prima di rispondere.
MADELEINE
Jean Paul non è solo un bravo pasticcere, ma anche un ottimo cuoco.
IWAKURA
E’ questo il motivo per cui non andava d’accordo con Marcel?
La ragazza annuisce.
MADELEINE
Avrebbe voluto mansioni di maggior responsabilità, però Marcel non gliene ha mai concesse. Jean Paul si sentiva frustrato.
IWAKURA
E così se n’è andato.
MADELEINE
Esatto. Ha sempre desiderato aprire un ristorante e aveva capito che restando alle dipendenze di Marcel non avrebbe mai acquisito l’esperienza di cui aveva bisogno. Così ha deciso di andare a Lione da suo zio.
Madeleine dà un altro tiro alla sigaretta.
MADELEINE
Lo zio di Jean Paul gestisce un ristorante con la propria famiglia e da molto tempo spingeva perché suo nipote lo raggiungesse. Jean Paul però non voleva lasciare Parigi e quindi ha sempre rifiutato. Ha fatto i bagagli solo quando la situazione con Marcel è diventata insostenibile.
IWAKURA
Perché non ha cercato lavoro in un altro locale qui?
MADELEINE
Si è deciso dopo aver fatto visita allo zio. Ha visto come lavorava e ha ritenuto che fosse la cosa migliore per lui.
IWAKURA
Come mai non sei andata con lui?
La ragazza aspira nuovamente dalla sigaretta.
MADELEINE
Mi ha garantito che si tratta di una soluzione temporanea, che non appena avrà imparato il mestiere tornerà qui per aprire il suo locale… Così non me la sono sentita di lasciare il mio lavoro per seguirlo.
Iwakura annuisce, comprendendo la situazione.
IWAKURA
E tu, di cosa ti occupi?
MADELEINE
Faccio fotografie per un quotidiano. Mi piace ascoltare le storie delle persone e sintetizzarle in un’immagine capace di raccontarle.
Iwakura osserva la ragazza.
IWAKURA
Trovo che ti si addica.
Lei sorride e dà un altro tiro alla sigaretta.
IWAKURA
Senti… Domani è il mio giorno libero. Se non hai da fare potrei accompagnarti a Lione.
Madeleine solleva un sopracciglio.
MADELEINE
Cosa?
IWAKURA
Credo che tu abbia bisogno di vedere il tuo ragazzo, ma che ti serva una spinta per farlo. Sarei lieto di poterti dare quella spinta.
Lei lo guarda senza rispondere. Sembra soppesare la proposta.
IWAKURA
Potrei concludere il racconto della mia storia, lungo il tragitto…
Madeleine dà l’ultimo tiro alla sigaretta e la getta in strada.
MADELEINE
Sei un ragazzo sorprendente, Iwakura… Affare fatto.
Lui ridacchia.
IWAKURA
Però guidi tu. Non mi sono ancora abituato al vostro senso di marcia. Anche in bicicletta ho delle difficoltà…
Primo piano di Madeleine, che sorride divertita.
Dissolvenza in nero.
Scena 13 (Interno, notte)
Con lo schermo ancora nero parte una musica: “Lullaby for the moon”, Koto & Shakuhachi.
Quando compaiono le immagini vediamo Setchan seduta alla scrivania della sua camera, in pigiama. Sta leggendo qualcosa scritto sul suo diario, alla luce della lampada da tavolo.
Dopo qualche secondo sentiamo una voce di donna che chiama la ragazza.
La musica si abbassa di volume.
VFC (DONNA)
Setchan!
La ragazza si volta verso la porta.
SETCHAN
Entra pure, nonna!
La porta scorrevole si apre e un’anziana signora (Kaga Mariko) fa capolino nella stanza.

NONNA
Scusa se ti disturbo, cara. Volevo solo darti la buonanotte. Si è fatto tardi, per me.
Setchan posa la penna e sorride alla nonna.
SETCHAN
Nessun disturbo, figurati. Stavo ripercorrendo vecchi ricordi… E riordinando un po’ le idee.
NONNA
Farlo ogni sera, a fine giornata, è una buona abitudine. Aiuta a dormire meglio.
SETCHAN
E’ vero. Senti, nonna… Tu sai niente di quel vecchio appartamento, nel quartiere qui vicino, in cui i proprietari sono morti per le esalazioni di monossido di carbonio?
La donna si sofferma a pensarci un po’ su.
NONNA
Sì… Mi sembra di ricordare qualcosa del genere. Lo devono aver scritto anche sui giornali. Si stavano scaldando con un braciere e si sono addormentati senza far cambiare l’aria, mi pare.
SETCHAN
Esatto! Sai qualcosa di loro?
NONNA
Venivano spesso al ristorante, marito e moglie… Poi però smisero perché lui ebbe un problema alle gambe. Non ricordo cosa fosse, di preciso.
La donna fa una pausa, facendo uno sforzo di memoria.
Setchan si aggiusta sulla sedia, in attesa di altri dettagli.
NONNA
Venivano di sera, nei giorni feriali, negli orari meno affollati, tenendosi per mano. Si sedevano sempre allo stesso tavolo, il 6, e ordinavano omelette al riso e maiale al curry. E poi dicevano, ogni volta: “Può darci un piatto, per fare a metà?”
Setchan si acciglia.
SETCHAN
Sai che ora che me l’hai raccontato credo di ricordarmeli anch’io? Ma era tanti anni fa…
NONNA
Almeno quindici. Dovevi essere una bambina.
SETCHAN
Sì, ma mi sembra di rivedere la scena. Ordinavano sempre una bottiglia di birra piccola in due, vero?
NONNA
Esatto. Era davvero una graziosa, anziana coppia. Avevano un atteggiamento, come posso dire… composto. Erano modesti, ma avevano le loro piccole abitudini che si erano formate nel corso di tanti anni e anche se non sembravano particolarmente allegri, trasmettevano un senso di pace e di serenità a chi li guardava.
SETCHAN
Pace e serenità…
NONNA
Già. Una volta ho sentito tua madre che sussurrava a tuo padre: “speriamo di vivere al lungo e di diventare come loro”.
Setchan sorride, immaginandosi i genitori in quel contesto.
NONNA
Anche i tuoi genitori sono una bella coppia. Siete fortunati, tu e tuo fratello.
La ragazza annuisce.
SETCHAN
E’ vero. Lo penso anch’io…
La donna si sofferma qualche secondo ancora, prima di accingersi a chiudere la porta.
NONNA
Torno a lasciarti sola con i tuoi pensieri, mia cara. Buonanotte…
SETCHAN
Buonanotte, nonna.
La donna se ne va.
Primissimo piano di Setchan.
La musica prosegue anche nella scena successiva.
Dissolvenza incrociata.
Scena 14 (Esterno, giorno)
Le immagini si aprono sull’università frequentata da Setchan e Iwakura.
Sta nevicando e a giudicare dal mezzo metro abbondante che già ricopre il giardino possiamo intuire che non è solo da poche ore che va avanti.
Il vialetto che porta all’entrata è stato spalato e i pochi studenti che lo percorrono procedono con cautela a causa del fondo ghiacciato.
Viene inquadrata la porta dell’edificio, da cui esce Setchan. Appena fuori, la ragazza indossa una berretta e si sistema la sciarpa, coprendosi il più possibile.
Si inoltra lungo il vialetto, ma percorsi alcuni metri qualcosa alla sua sinistra la distrae.
La MdP ci mostra una coppia che gioca a rincorrersi in mezzo alla neve alta. Il ragazzo raggiunge la ragazza e insieme cadono ridendo, sprofondando nel soffice manto immacolato.
Primo piano di una sorridente Setchan, il cui viso si fa però all’improvviso sorpreso.
Particolare del suo piede che scivola su una lastra di ghiaccio.
Inquadratura del busto della ragazza, la quale, sbilanciata, sta per cadere.
Un braccio arriva in suo soccorso, cingendola per la vita.
Primo piano di Setchan, che cerca di ricostruire l’accaduto.
Primo piano di Iwakura, divertito.
IWAKURA
Attenta… Si scivola.
Con l’aiuto del ragazzo, Setchan ritrova l’equilibrio e si rimette in piedi.
SETCHAN
Iwakura, ciao! E grazie… Stavo proprio per cadere.
IWAKURA
Di nulla! E sì… Saresti proprio caduta.
I due si guardano per qualche istante.
SETCHAN
Come stai?
IWAKURA
Benissimo! Sai, pensavo proprio a te, stamattina.
SETCHAN
Davvero? Come mai?
IWAKURA
Perché ho fatto come mi avevi consigliato tu. Hai tempo adesso? Ti racconto mentre facciamo due passi.
SETCHAN
D’accordo! Stavo tornando al ristorante… Ti va di accompagnarmi fin là?
IWAKURA
Certo. Ma sei venuta a piedi?
SETCHAN
Sì. Con questa neve non me la sono sentita di guidare. E poi è vicino.
IWAKURA
Non che camminando tu sia molto più al sicuro, mi pare…
SETCHAN
Scemo. Avanti, muoviamoci.
I due si incamminano e la MdP li precede scarrellando all’indietro e iniziando un piano sequenza.
SETCHAN
Non vai al lavoro, oggi?
IWAKURA
No, oggi sono libero. Domani, però, devo svegliarmi alle sei.
SETCHAN
Continui sempre a vedere i fantasmi?
IWAKURA
Sì, ogni tanto. Vedo la vecchia che prepara il tè o che piega la biancheria. Il marito, invece, fa spesso ginnastica.
Setchan ride.
IWAKURA
Cosa c’è da ridere?
SETCHAN
Niente… E’ che proprio tu, che hai fatto tanto per andartene di casa, alla fine ti ritrovi una famiglia. Questo non è vivere da soli.
Anche Iwakura ridacchia.
IWAKURA
In effetti non hai tutti i torti. Però ormai mi sono abituato, è diventata una cosa normale. Pensa che ogni tanto, quando li vedo, mi viene da salutarli.
SETCHAN
E loro ti rispondono?
IWAKURA
No… Non sembrano avvertire la mia presenza.
I due continuano a camminare, con la MdP che li precede sempre in piano sequenza.
SETCHAN
Allora? Cos’è che hai fatto come ti avevo consigliato io?
IWAKURA
Vado all’estero. Ho deciso di andare in Francia, a frequentare una scuola di pasticceria. E’ una cosa che mi interessa molto.
SETCHAN
Scherzi?
IWAKURA
No, perché?
SETCHAN
Ma questa è la strada per finire a lavorare nel negozio dei tuoi! Hai sempre detto che non era quello che volevi…
IWAKURA
Va bene, ma è un’opzione che, anche se non mi va a genio, non mi va di scartare del tutto. Se mai dovessi prendere quella strada, alla fine, vorrei farlo con più conoscenze possibile, in quel campo.
SETCHAN
Tradizione e innovazione, questo è il segreto. Così dice sempre mia madre.
IWAKURA
Ha ragione da vendere.
I due proseguono il cammino, con la MdP in piano sequenza che continua a precederli.
SETCHAN
Credevo che non ti piacesse fare i dolci.
IWAKURA
No, non è per questo che preferirei non continuare il lavoro dei miei. Te l’ho già spiegato il perché, è una questione di libertà, di autonomia nella gestione della propria vita… Insomma, se un giorno dovessi preparare dei roll cake, sarà perché ho deciso che è ciò che voglio dalla mia vita, non perché è quello che tutti si aspettano da me.
SETCHAN
Hai il mio appoggio, per quel che vale.
IWAKURA
Ti ringrazio. Comunque a me il lavoro manuale sui dolci non dispiace. Voglio dire, mangiare qualcosa di dolce alla fine del pasto è una cosa che rende felici… quasi un piccolo sogno. L’idea di realizzare questo sogno e di rendere felici le persone è qualcosa che potrebbe appagarmi. Mi sento sereno, se ci penso.
SETCHAN
E’ un pensiero bellissimo…
Setchan sembra combattuta se porre una domanda o meno. Poi si decide.
SETCHAN
Resterai molto, in Francia?
IWAKURA
Chissà. Potrei anche non tornare più e restare a lavorare lì. E’ tutto da vedere.
SETCHAN
Ai tuoi l’hai detto?
Iwakura annuisce.
IWAKURA
Si sono opposti con tutte le loro forze. Non avrò alcun aiuto da parte loro.
SETCHAN
E allora come farai?
IWAKURA
Ho abbastanza soldi da parte per il viaggio, iscrivermi a un corso e pagare l’affitto in un appartamento non troppo caro. Però dovrò trovare un lavoro, se non voglio tornare a casa subito.
SETCHAN
Già. Anche se sei bravo a risparmiare, senza entrate non puoi restare fuori a lungo.
I due ragazzi proseguono in silenzio, per un po’ immersi entrambi nei loro pensieri.
IWAKURA
Avrei voluto assaggiare le tue omelette col riso. Rimpiango ancora di averti chiesto di fare il nabe, quella sera.
SETCHAN
Non ti è piaciuto?
IWAKURA
No, no! Era buonissimo. E’ che a volte ci sono persone che la vita ti affianca per un periodo troppo breve. Allora ti dispiace di non aver visto il meglio, di quelle persone, anche se i rapporti che hai avuto sono stati buoni e le capacità dimostrate sono più che apprezzabili.
SETCHAN
Capisco… Un po’ come se ti costringessero a scegliere un solo libro di uno scrittore che non conosci. Poi magari leggi il romanzo, ti piace e alla fine vieni a sapere che la sua opera più bella è un’altra, non è più in pubblicazione ed è diventata introvabile.
IWAKURA
Qualcosa del genere, sì.
SETCHAN
Be’, però io sono ancora sul mercato e c’è ancora tempo prima che tu parta, no?
IWAKURA
Direi di sì…
SETCHAN
Allora cosa ne dici se vengo stasera a farti le omelette?
IWAKURA
Davvero ti andrebbe?
SETCHAN
Certo! Però la spesa la paghi tu, stavolta.
IWAKURA
Affare fatto!
I due arrivano di fronte a un ristorante e lì si fermano.
IWAKURA
Ti passo a prendere alle sette, d’accordo?
SETCHAN
Va benissimo. Ti aspetto qui al ristorante.
Iwakura annuisce.
IWAKURA
A più tardi, allora.
Setchan sorride ed entra nel locale.
La musica finisce.
Iwakura si incammina nuovamente lungo la strada da cui sono arrivati.
Termina il piano sequenza.
Stacco.
Scena 15 (Esterno, giorno)
Seguiamo dall’alto un’auto che sta percorrendo un’autostrada.
Stacco all’interno dell’abitacolo, dove troviamo Iwakura e Madeleine. La ragazza è alla guida e appare piuttosto tesa.
Iwakura le lancia un’occhiata, cercando di intuire i suoi pensieri.
IWAKURA
Sembri preoccupata.
Lei lo guarda di traverso.
MADELEINE
Non mi dire…
IWAKURA
Dov’è il problema?
MADELEINE
Forse avrei dovuto avvisarlo. Non ci vediamo da due mesi e…
Non finisce la frase e inizia a cercare qualcosa sul cruscotto. Trova il pacchetto di sigarette, ma è vuoto. Lo accartoccia e lo getta sul sedile posteriore con un gesto di stizza.
IWAKURA
…e sarà felice di vederti. Non vedo perché debba andare diversamente.
Lei non risponde subito.
MADELEINE
Non hai sentito il tono con cui parlava al telefono. Era così freddo…
IWAKURA
Non gli hai chiesto il motivo?
MADELEINE
Sì, ma è stato vago. Ho un brutto presentimento. Forse dovremmo tornare indietro.
IWAKURA
Questo no… Se c’è qualcosa che non va è bene che ne parliate di persona, non trovi?
MADELEINE
Forse mi sto prendendo in giro da sola, pensando che volesse tornare a Parigi. Forse la situazione è grave e io non ho colto i segnali.
IWAKURA
Proprio per questo devi accertarti di come stanno le cose. Quando l’avrai incontrato sarai in grado di mettere tutto in chiaro.
Lei annuisce, poco convinta.
MADELEINE
Senti, potresti guardare se nel cassetto davanti a te ci sono delle sigarette?
Iwakura apre il cassetto e in effetti trova un pacchetto, semivuoto. Lo prende e lo porge alla ragazza, che immediatamente accende una sigaretta. La cosa sembra rilassarla un po’.
IWAKURA
Se dovessi farti una foto per sintetizzare la tua storia, forse immortalerei questo momento.
Madeleine piega la bocca in un mezzo sorriso.
MADELEINE
Ehi, vuoi rubarmi il mestiere?
IWAKURA
No, no! E’ che ti vedo così, con una sigaretta in una mano e il volante nell’altra, con il viso rivolto in direzione di una risposta e con la mente proiettata verso una fuga nel senso opposto.
Madeleine dà un tiro alla sigaretta.
MADELEINE
Non avrei saputo fare di meglio.
I due rimangono in silenzio per qualche secondo, poi la ragazza fa un cenno al compagno di viaggio.
MADELEINE
Coraggio, hai una promessa da rispettare. Raccontami di Setchan. Dimmi della seconda cena.
Iwakura annuisce.
Parte una musica: “Hidden”, Vashti Bunyan.
La MdP zooma sui suoi occhi.
Dissolvenza incrociata.
Scena 16 (Esterno, sera)
Mentre udiamo la musica, scorrono sullo schermo diverse immagini:
- Inquadratura della città coperta dalla neve;
- Iwakura si ferma con l’auto di fronte al ristorante e resta in attesa;
- Setchan esce dal locale salutando qualcuno all’interno e sale in macchina;
- i due giovani fanno la spesa al supermercato;
- Setchan cucina le omelette nella cucina di Iwakura, sotto lo sguardo attento di lui;
- i due cenano mangiando i piatti preparati da Setchan, con Iwakura che appare entusiasta;
- Iwakura e Setchan sono seduti con le gambe al caldo nel kotatsu, mentre mangiano roll cake.

La musica si abbassa di volume.
SETCHAN
Mi piace mangiare da te. Ci sono sempre i roll cake.
IWAKURA
Me li porta sempre mia madre, insieme al riso.
Setchan ride.
SETCHAN
Anche da me le scorte di cibo non mancano mai. Aggiungere qualche roll cake, però, non mi dispiacerebbe.
IWAKURA
Hanno sempre un grande successo. Nel negozio dei miei cambiamo sempre gli ingredienti a seconda delle stagioni. E poi si mantengono abbastanza, quindi sono adatti anche come regalo. Ma fondamentalmente è un dolce che incontra un po’ il gusto di tutti.
SETCHAN
In questo periodo che ingredienti usate?
IWAKURA
Vediamo… Castagne, tè verde e yuzu.

Lei fa un’espressione perplessa.
SETCHAN
Yuzu? Non credo che mi piacerebbero.
IWAKURA (ridendo)
Ma se ne hai appena divorato uno!
SETCHAN
Davvero? Era buonissimo…
Iwakura sorride davanti all’espressione ingenua della ragazza.
La MdP va a inquadrare un orologio a pendolo appeso al muro: segna le 23.30.
Setchan lancia un’occhiata in quella direzione e assume un’aria dubbiosa.
SETCHAN
Com’è tardi… Forse dovrei andare. Peccato solo non aver visto i fantasmi.
IWAKURA
Se vuoi vederli, perché non resti a dormire?
SETCHAN
Setchan appare solo leggermente stupita dalla richiesta.
SETCHAN
Be’, in realtà non è che abbia davvero voglia di vederli…
Poi un sorriso compare sul suo volto. Difficile dire quanto malizioso o innocente.
SETCHAN
Ma cosa intendi con questo perché non resti a dormire?
Iwakura si sofferma a riflettere, prima di rispondere.
IWAKURA
Scusami… Lavorando così tanto in un bar temo di aver perso un po’ il senso dell’entità di simili domande.
Dall’espressione di Setchan si capisce che non si aspettava una risposta del genere.
SETCHAN
Come sarebbe?
La ragazza incrocia le braccia, come vagamente offesa.
SETCHAN
Magari non è vero, ma pensavo mi avresti risposto che ti piaccio, o che desideri passare la notte con me…
IWAKURA
Oh, era questa la risposta che ti aspettavi.
SETCHAN
Di sicuro non credevo che avresti sminuito così il senso della proposta. Che, beninteso, non sono affatto sicura di accettare.
Iwakura ridacchia.
IWAKURA
No, davvero… Scusami ancora. Tu mi piaci molto, Setchan. Anzi, se devo essere sincero credo proprio che tu sia il tipo di ragazza di cui potrei sinceramente innamorarmi. Quello che volevo dire… non so bene come spiegarmi…
SETCHAN (minacciosa)
Provaci.
IWAKURA
Vedi, il fatto è che quando fai i turni serali in un bar, ti abitui a sentire gli uomini che, bevendo l’ultimo bicchiere, domandano alle donne con cui sono in compagnia “Ti fermi da me stanotte?” oppure “Perché non dormi a casa mia?”. Diventa quasi una forma di saluto, quando lo senti così tante volte, e finisci per non far più caso a quanto significato c’è nascosto in quelle parole.
La ragazza sembra soppesare le parole di lui.
SETCHAN
Mmm… Credo di capire.
IWAKURA
Spero davvero che tu non ti sia offesa.
SETCHAN
No, non lo sono. Ma vorrei capire che intenzioni hai.
Lui la guarda intensamente negli occhi.
IWAKURA
Il fatto è, Setchan, che io vorrei tanto fare sesso con te…
Setchan lo fissa, in attesa.
IWAKURA
…ma so anche che presto me ne andrò dal Giappone e non vorrei essere triste, dopo.
Lei sorride, poi annuisce.
SETCHAN
Hai ragione. Poi ci si sente tristi, è vero.
IWAKURA
A volte ci si sente travolti dal desiderio, ma poi è difficile capire se ci si è innamorati o no.
SETCHAN
Ed è questo a essere triste. Specie se non si ha il tempo di scoprire la verità.
Iwakura abbassa la testa.
IWAKURA
Però, che momento… Neanche a volerlo scegliere.
Setchan sfoggia un sorriso amaro.
SETCHAN
Già…
Rimangono in silenzio per qualche secondo, poi Iwakura risolleva il capo.
IWAKURA
Senti... Tracciamo una linea e cerchiamo solo di stare bene adesso. Non è una situazione in cui si possa pensare al futuro.
Lei lo squadra per un po’, poi prende un lungo respiro e acconsente.
SETCHAN
D’accordo… Non pensiamo al futuro.
Iwakura avvicina il proprio volto a quello di Setchan.
SETCHAN
Cerchiamo solo di stare bene adesso…
La musica si alza di nuovo di volume.
Iwakura bacia la ragazza, la quale socchiude le labbra per accogliere quelle di lui. I due si abbracciano lasciandosi cadere sul pavimento, continuando a baciarsi con trasporto crescente.
Setchan si abbandona completamente all’iniziativa di Iwakura, mentre lui la spoglia ed esplora con le mani il suo corpo.
Anche lui si spoglia, aiutato dalla ragazza.
Iwakura la bacia sul collo, poi scende sui seni facendola gemere di piacere.
L’inquadratura rimane sul volto di Setchan, mentre Iwakura scende ulteriormente per baciarla tra le gambe. La sua espressione estatica la spinge a piegare la testa all’indietro, inarcando la schiena.
Con rapidi stacchi vediamo i due abbandonarsi all’amplesso, raggiungendo entrambi l’orgasmo.
Li ritroviamo abbracciati l’uno all’altra, stanchi ma appagati.
Primo piano di Iwakura, che ha gli occhi chiusi e l’espressione serena.
IWAKURA
Forse, ancora più del nabe, avevo voglia di dormire così, attaccato a qualcuno.
Setchan annuisce, sorride tristemente e chiude gli occhi.
SETCHAN
Sentirsi soli anche se si ha una casa in cui tornare, anche se si è amati… Forse questa è la giovinezza.
Sul suo volto ormai addormentato parte una dissolvenza incrociata.
Scena 17 (Esterno, giorno)
Torniamo nell’abitacolo dell’auto di Madeleine. La ragazza sembra toccata dal racconto di Iwakura.
MADELEINE
Sei bravo a esprimere le emozioni. Io non riesco a raccontare come fai tu. Tendo a rimanere più distaccata, quando spiego qualcosa.
IWAKURA
Grazie… Forse è un dono.
MADELEINE
O forse sono io che ho messo qualche barriera di troppo tra me e il mondo. Potrebbe essere per il lavoro che faccio. Mi costringe a sviscerare i pensieri più intimi delle persone e quando poi tocca a me non me la sento di mostrarmi altrettanto nuda agli occhi altrui.
IWAKURA
Con me hai fatto progressi…
Lei lo osserva per qualche secondo, poi torna a guardare la strada.
MADELEINE
Già…
I due rimangono in silenzio qualche secondo.
MADELEINE
Che ore sono adesso, in Giappone?
Iwakura guarda l’orologio.
IWAKURA
E’ ora di cena.
MADELEINE
Setchan è al ristorante?
Iwakura annuisce.
MADELEINE
Hai intenzione di tornare da lei?
IWAKURA
Non lo so…
MADELEINE
Dimmi la verità… Credi ti stia aspettando?
Lui ci pensa su.
IWAKURA
Forse. Difficile dirlo. All’inizio ci siamo sentiti via email, più qualche telefonata… Ma sono diverse settimane che non ho notizie di lei. Né io gliene ho fornite su di me.
Madeleine lo squadra con occhio indagatore, ma non aggiunge nulla.
Iwakura volta la testa verso il proprio finestrino, rimanendo in silenzio.
Dissolvenza in nero.
Scena 18 (Interno, sera)
Le immagini si aprono sull’interno del ristorante della famiglia di Setchan. E’ sera e ci sono parecchi clienti.
Setchan si aggira indaffarata in mezzo ai tavoli, servendo e sparecchiando.
La MdP si sposta allora sulla porta del locale, dalla quale entra Misawa.

Setchan gli si fa incontro.
SETCHAN
Buonasera. Sono spiacente, ma al momento siamo pieni… Se però ha pazienza di aspettare qualche minuto, sono certa che un posto dovrebbe liberarsi presto. Anche se forse dovrà stare un po’ stretto…
Il ragazzo sorride.
MISAWA
In realtà non sono venuto per mangiare.
Setchan si acciglia.
SETCHAN
Oh… Sta cercando qualcuno?
Lui annuisce.
MISAWA
In effetti sì. Posso presentarmi? Mi chiamo Misawa. Ci siamo visti ieri a pranzo. Ero qui con mia sorella…
Setchan osserva il ragazzo e lo riconosce.
SETCHAN
Oh, certo! Stava raccontando del suo cane… Mi dispiace molto.
MISAWA
Ti ringrazio, sinceramente. Ma per piacere, non essere formale, con me. Sono qui per te, in fondo.
Setchan sembra sorpresa.
SETCHAN
Cosa? Per me?
MISAWA
Ecco… Volevo chiederti se ti andava di uscire con me.
Setchan è senza parole.
MISAWA
Sì… Ti sto chiedendo un appuntamento, insomma.
SETCHAN
Sì, sì. L’ho capito, ma… Mi chiedo perché. In fin dei conti ci siamo visti appena una volta.
Lui si stringe nelle spalle e sorride.
MISAWA
Appunto. Mi piacerebbe conoscerti.
Setchan è in evidente imbarazzo.
SETCHAN
Io… Non posso… Non so…
MISAWA
Non sai o non puoi?
La ragazza non sa cosa rispondere, ma fortunatamente viene salvata dal padre che si affaccia dalla cucina e la chiama.
PADRE
Setchan! Le omelette!
Lei risponde prontamente.
SETCHAN
Arrivo!
Poi torna a voltarsi verso il ragazzo.
SETCHAN
Scusami, devo andare.
Lui le porge un biglietto da visita.
MISAWA
Qui c’è il mio numero di telefono… Pensaci, ti prego.
Setchan raccoglie meccanicamente il biglietto dalla mano di Misawa e lo osserva per qualche secondo. Poi lo mette in tasca.
SETCHAN
D’accordo, ci penserò.
Lui appare soddisfatto. Sorride ed esce dal ristorante, mentre Setchan torna di corsa al suo lavoro.
Stacco.
Scena 19 (Interno, sera)
Parte una musica: “Solitude”, Hiromitsu Agatsuma.
Siamo nella camera da letto di Setchan. Vediamo la ragazza mettersi il pigiama e poi dirigersi verso la scrivania.
Setchan accende la lampada da tavolo, apre un cassetto e ne estrae il suo diario.
Inizia a sfogliarlo, persa nei suoi pensieri.
Primo piano di Setchan.
La musica prosegue nella scena seguente.
Dissolvenza incrociata.
Scena 20 (Interno, mattina)
Le immagini si incrociano su un’altra inquadratura del volto di Setchan. E’ addormentata.
La luce è chiaramente quella del giorno e solo quando la MdP compie uno zoom in allontanamento capiamo che ci troviamo a casa di Iwakura.
Setchan, però, è sola.
La ragazza si sveglia, rimanendo inizialmente smarrita e disorientata. Poi sembra mettere a fuoco dove si trova.
Nella stanza entra Iwakura, il quale si sta infilando in tutta fretta una felpa.
La musica si abbassa di volume.
IWAKURA
Oh, sei sveglia… Buongiorno.
SETCHAN
Buongiorno… Ma dove vai?
IWAKURA
Devo andare a lavorare presto. Te l’avevo detto, ricordi?
Lei si imbroncia un po’.
SETCHAN
L’avevo dimenticato.
IWAKURA
Non ti preoccupare. Resta pure finché vuoi.
SETCHAN
La chiave della porta dove la metto?
IWAKURA
Lasciala nella buchetta della posta.
Setchan annuisce.
Iwakura è pronto. Si avvicina alla ragazza e la bacia teneramente.
IWAKURA
Prima di partire voglio assolutamente vederti almeno un’altra volta ancora…
Lei sorride.
Iwakura scappa di corsa, lasciandola sola parzialmente coperta dal kotatsu.
La musica torna ad alzarsi di volume.
Setchan si volta a guardare il cielo dalla finestra. Sta nevicando e questo sembra provocarle un brivido.
Si alza in piedi e notiamo che è ancora nuda, eccezion fatta per le mutande.
Setchan raccoglie i propri vestiti e si dirige verso il bagno.
Con uno stacco la ritroviamo lì, vestita e intenta a pettinarsi. Quando ha finito si rimira allo specchio e sorride, con uno sguardo sognante in volto.
Un altro stacco e la vediamo tornare in sala, ormai pronta per uscire di casa. Qualcosa che ha visto, però, la blocca sul posto.
La MdP inquadra la cucina, dove riusciamo a intravedere una donna anziana, sui settant’anni, in piedi davanti al lavandino. La sua figura è vacua, come se fosse dotata di una leggera trasparenza.
Primo piano di Setchan, impietrita.
La donna, con movimenti molto lenti, sta mettendo a bollire l’acqua per il tè. Non vediamo gli oggetti spostarsi, ma i gesti sono chiaramente quelli.
Un leggero sorriso appare sul volto di Setchan.
La ragazza si volta alla propria destra, attirata da un movimento.
Nella sala, di fronte alla televisione, vediamo un uomo anziano in tuta da ginnastica. E’ steso sul pavimento, intento a compiere meticolosamente i propri esercizi.
Anche la sua figura è sfocata e leggermente trasparente.
Setchan rimane a osservarlo per qualche secondo. Non sembra a disagio, né spaventata.
L’uomo solleva le gambe e torna a distenderle con regolarità, concentrato.
La donna si muove come se stesse prendendo dei biscotti o un qualche altro tipo di dolce da un vasetto, o da un sacchetto, per posarli su un piatto.
Setchan è visibilmente serena, deliziata da quella visione di naturale vita quotidiana dell’anziana coppia di coniugi.
Quasi in punta di piedi, come se non volesse disturbare, raccoglie le chiavi dal tavolino e si avvia verso la porta d’uscita.
Prima di andarsene lancia un’ultima occhiata all’interno della casa, poi chiude la porta.
La musica finisce.
Dissolvenza incrociata.
Scena 21 (Interno, notte)
Ci troviamo nuovamente nella stanza di Setchan, che vediamo distesa sul letto, su un fianco. Sta sfogliando il diario, con aria malinconica.
Dettaglio della pagina su cui si è soffermata: tra le scritte c’è una fotografia incollata che ritrae la ragazza e Iwakura, abbracciati ai piedi di un ciliegio fiorito. Hanno lo sguardo rivolto in camera e sono entrambi sorridenti.
Primo piano di Setchan. Una lacrima le solca il viso.
Dissolvenza incrociata.
Scena 22 (Esterno, giorno)
E’ una bella giornata di sole. Stiamo seguendo Setchan in sella alla propria bicicletta, mentre percorre un bel viale alberato.
Indossa un leggero vestito a fiorellini lungo fino al ginocchio, che svolazza seguendo gli spostamenti d’aria.
Notiamo che la bicicletta ha un grosso portapacchi dietro alla sella, dentro il quale vediamo un contenitore assicurato con delle cinghie.
Setchan giunge a destinazione e si ferma di fronte al cancello di un’elegante casa circondata da un bellissimo giardino in stile giapponese.
Scende dalla bicicletta e si appresta a suonare il campanello, quando una voce la ferma.
VFC (Iwakura)
Setchan!
La ragazza si volta e la MdP ci mostra Iwakura procedere nella nostra direzione, anche lui in bicicletta. E’ in jeans e camicia e notiamo che appeso al manubrio porta un sacchetto di carta.
SETCHAN (tra sé e sé)
Iwakura…
Il ragazzo raggiunge Setchan e smonta anche lui dalla bicicletta.
IWAKURA
Ciao! Che ci fai qui?
SETCHAN
Io… Sono qui per una consegna. Tu, piuttosto… Credevo fossi partito.
Lui sorride.
IWAKURA
Non me ne sarei mai andato senza salutarti. Ma parto tra quattro giorni, in effetti.
Setchan abbassa lo sguardo.
SETCHAN
Non mi hai più chiamato… Pensavo fossi già in Francia.
Iwakura cerca di comprendere lo stato d’animo della ragazza.
IWAKURA
Scusami davvero tanto, Setchan. E’ che sono stato indaffaratissimo con i preparativi. Tutto il tempo libero che il bar mi ha lasciato l’ho dedicato alle lezioni di francese e al trasloco.
Setchan sembra rianimarsi.
SETCHAN
Trasloco?
Iwakura annuisce.
IWAKURA
Ho portato tutte le mie cose a casa dei miei. Stanno per demolire quella casa, visto che io me ne vado.
SETCHAN
Davvero? Che peccato… E che fine faranno quei due?
Iwakura appare sorpreso.
IWAKURA
Li hai visti?
SETCHAN
Sì… Ho osservato la loro vita tranquilla ed è stato davvero piacevole.
IWAKURA
Cosa facevano?
SETCHAN
Lei preparava il tè, mentre lui faceva ginnastica.
Iwakura sorride.
IWAKURA
La loro tipica routine… Non hai avuto paura, vero?
SETCHAN
No, te l’ho detto. E’ stato piacevole. Ho provato una sensazione… di pace.
IWAKURA
Forse dovremmo accendere dell’incenso per loro.
Setchan sembra soppesare l’idea.
SETCHAN
Non sono un’esperta in queste cose, ma forse dovremmo farlo, sì.
IWAKURA
Questa sera?
Lei sorride.
SETCHAN
D’accordo.
I due rimangono in silenzio per qualche secondo e Setchan sembra come ricordarsi di quello per cui è lì, così suona il campanello.
SETCHAN
La signora che abita qui ha ordinato delle omelette al riso a domicilio.
IWAKURA
Ma guarda che combinazione… Ha ordinato anche dei roll-cake.
SETCHAN
Come a casa tua. La nostra ultima cena…
IWAKURA
Già.
Una donna (Yoko Shimada) arriva ad aprire il cancello.

Iwakura mostra il proprio sacchetto.
IWAKURA
Buongiorno signora. Qui ci sono i roll-cake.
SETCHAN
E io ho portato le omelette.
La donna sembra contenta.
DONNA
Oh, che bravi… Siete arrivati insieme.
I due ragazzi sorridono.
DONNA
Oh, ma voi due vi conoscete… Anzi, c’è qualcosa che vi lega.
IWAKURA
Lei trova?
DONNA
Ma certo! E’ così evidente… Venite dentro, coraggio.
La donna si incammina lungo il vialetto che attraversa il giardino, senza attendere risposta. I due ragazzi si guardano e, stringendosi nelle spalle, decidono di seguirla.
Lungo il tragitto verso la casa possiamo ammirare lo splendido giardino in fiore, il laghetto, il ponticello…

IWAKURA
Ha un giardino bellissimo, signora.
DONNA
Grazie, ragazzo. Io e mio marito lo curiamo ogni giorno. E’ così che si deve fare, come nel matrimonio. Voi due ragazzi fareste bene a ricordarlo.
SETCHAN
Ma non siamo sposati, signora.
DONNA
Certo che no! Siete ancora giovani. Ma un giorno penserete a me, quando insieme vi volterete indietro a ricordare.
I due ragazzi si guardano nuovamente, sorridendo. Non commentano, cercando comunque di non apparire imbarazzati.
DONNA
Anzi, sapete cosa vi dico? Datemi i vostri sacchetti e aspettatemi qui.
Setchan e Iwakura non sembrano saper bene che fare, ma decidono di assecondare la donna. Consegnano loro il cibo e rimangono fermi sul ponticello, mentre la donna entra in casa.
Iwakura si appoggia alla balaustra, soffermandosi a guardare l’acqua sottostante. Dopo qualche secondo Setchan lo affianca.
La MdP inquadra il loro riflesso sullo specchio d’acqua.
IWAKURA
Strana donna, vero?
SETCHAN
Sì, parecchio… Simpatica, però.
I due rimangono un po’ in silenzio. Poi è la ragazza a parlare per prima.
SETCHAN
Sai già dove andare, in Francia?
IWAKURA
Sì, ho trovato una stanza in casa di alcune persone che conosce mio padre. In cambio dell’ospitalità farò da baby-sitter a loro figlio, ogni tanto.
SETCHAN
Questo vuol dire che i tuoi non si oppongono più?
IWAKURA
Mio padre. Mia madre invece è ancora contraria. Credo abbia intuito che esiste la possibilità che io non torni più.
La MdP ora inquadra i due direttamente. Setchan si volta verso la casa, cercando di non guardare Iwakura.
SETCHAN
Ed esiste davvero questa possibilità?
Iwakura annuisce.
IWAKURA
Non so ancora cosa troverò, in Francia. Ma non voglio mentire e così non ho detto a mia madre che sicuramente tornerò.
Il ragazzo posa una mano sulla spalla di Setchan, che si volta a guardarlo, con gli occhi lucidi.
IWAKURA
E non posso dirlo nemmeno a te, Setchan.
Lei non dice nulla, ma con la testa fa cenno di aver compreso.
IWAKURA
Lo so che è triste separarci così, quando sappiamo che è così bello stare insieme. Però devo andare… Mi capisci, vero?
SETCHAN
Certo. Ne abbiamo parlato. E’ solo che… è cambiato qualcosa.
IWAKURA
Già… Siamo troppo dei bravi ragazzi per riuscire a fare sesso solo per divertimento.
Una lacrima solca il viso di Setchan, che però cerca di sorridere.
SETCHAN
E’ per non essere più un bravo ragazzo che te ne vai dal Giappone, no?
IWAKURA
E’ vero… Però fa male.
Setchan chiude gli occhi, poi d’impulso abbraccia Iwakura, baciandolo. Lui ricambia bacio e abbraccio.
Quando si separano, Setchan si asciuga le lacrime.
SETCHAN
Forse dovremmo salutarci qui. E’ un bel posto da ricordare, per un addio…
Iwakura si guarda intorno e sorride.
IWAKURA
Sì, è così.
I due si guardano intensamente negli occhi, poi, dopo qualche secondo, vengono interrotti dall’arrivo della donna. In mano tiene una macchina fotografica.
DONNA
Scusate se vi ho fatto aspettare. Coraggio, mettetevi in posa da qualche parte. Vi scatterò una foto.
Setchan e Iwakura si guardano perplessi, però poi sembrano trovarla una buona idea.
La ragazza indica un bellissimo ciliegio in fiore.
SETCHAN
Laggiù.
Iwakura sembra approvare.
IWAKURA
E’ perfetto.
I due ragazzi si incamminano verso l’albero tenendosi per mano, seguiti dalla donna.
Giunti sotto il ciliegio si abbracciano, mettendosi in posa.
DONNA
Ecco, bravi. Fermi così…
La donna scatta la foto, poi guarda i due con aria soddisfatta.
DONNA
E’ una foto stupenda. Ne stamperò due copie e le farò avere domani ai vostri ristoranti, insieme ai soldi per il pranzo.
I due ragazzi fanno un leggero inchino.
IWAKURA
Grazie, signora.
DONNA
Oh, ma di cosa…? E’ un piacere aiutare due persone che si amano tanto.
Detto questo si volta e si incammina verso la casa, lasciando soli Iwakura e Setchan.
La MdP li inquadra a figura intera, ai piedi dell’albero e incorniciati dal verde del giardino.
Dissolvenza incrociata.
Scena 23 (Interno, notte)
Torniamo nella stanza di Setchan, che è sempre distesa sul letto a rileggere il diario.
Rivediamo la fotografia incollata su di esso, con i due ragazzi sorridenti ma con un velo di tristezza negli occhi.
Setchan chiude il diario e lo mette nel cassetto del comodino.
Prende quindi il cellulare e il biglietto da visita che si trova accanto. Compone il numero e rimane in attesa della risposta.
VFC (Misawa)
Pronto?
SETCHAN
Sono io… Setchan.
VFC (Misawa)
Ciao! Quasi non ci speravo più, che mi chiamassi.
SETCHAN
Ci ho pensato su… Sono d’accordo di uscire con te.
VFC (Misawa)
Non sai quanto mi renda felice sentirlo. Dove ti passo a prendere? E quando?
SETCHAN
Domani sera al ristorante. Alle sette e mezza.
VFC (Misawa)
Perfetto. A domani, allora.
SETCHAN
Sì, a domani. Buonanotte.
VFC (Misawa)
Buonanotte, Setchan.
La ragazza riattacca, poi posa il cellulare sul comodino e si stende di nuovo sul letto, fissando il soffitto.
Dopo qualche secondo spegne la luce e lo schermo si fa nero.
Stacco.
Scena 24 (Esterno, giorno)
Ci ritroviamo in Francia. Iwakura è seduto al suo posto, nell’auto di Madeleine che è parcheggiata da qualche parte. La ragazza non c’è.
Iwakura sta osservando la stessa foto che Setchan stava guardando poco fa, solo un poco più stropicciata. Sembra perso nei ricordi.
Inquadratura esterna: vediamo che l’auto è ferma a un distributore di benzina. Dopo qualche secondo Madeleine esce dal bar adiacente e apre un pacchetto di sigarette togliendolo dal cellophan. Poi torna verso la macchina.
Iwakura solleva appena lo sguardo, quando la ragazza entra nell’auto. Lei si accorge della foto e assume un’espressione curiosa.
MADELEINE
E’ la foto di cui mi hai parlato?
Iwakura annuisce.
MADELEINE
Posso vederla?
Lui gliela porge e Madeleine la prende in mano, esaminandola con attenzione.
MADELEINE
E’ davvero una ragazza molto bella.
Iwakura non dice nulla e Madeleine gli restituisce la foto.
Mentre la ragazza rimette in moto l’auto, Iwakura ripone la foto nel proprio portafoglio.
MADELEINE
La porti sempre con te?
IWAKURA
Sì. E’il ricordo di un giorno che non voglio mai dimenticare. Cerco di non pensarci, come ti ho detto, ma non voglio che scivoli via per sempre.
MADELEINE
Capisco.
L’auto riparte, lasciando l’area di servizio.
Torniamo sui due giovani.
IWAKURA
Non manca molto, giusto?
MADELEINE
Tra meno di un’ora dovremmo essere a Lione.
IWAKURA
Hai l’indirizzo di Jean Paul?
Lei annuisce.
MADELEINE
Una settimana dopo essere partito mi ha inviato un pacco con dei biscotti fatti in casa. C’era l’indirizzo del mittente. Stiamo andando lì.
IWAKURA
Dovrebbe essere sufficiente.
I due rimangono in silenzio per qualche secondo. L’auto procede spedita lungo l’autostrada.
MADELEINE
Stanotte ho fatto uno strano sogno.
Iwakura si volta verso di lei, invitandola con lo sguardo a raccontarlo.
MADELEINE
Avevo perso la strada e vagavo da sola in una città sconosciuta. La terra sotto i piedi era molle. A chiunque chiedessi informazioni o non ottenevo risposta, o non capivo nulla di quello che dicevano. L’aria era stranamente offuscata, opaca, biancastra…
IWAKURA
Avevi paura?
MADELEINE
No… In quella specie di nebbia provavo solo una gran tristezza. Non riuscivo neanche a pensare. Mi veniva da piangere e non sapevo neppure il perché. Quando mi sono svegliata sono subito corsa alla finestra per guardare Parigi. Avevo bisogno di sentirmi a casa.
Fa una piccola pausa.
MADELEINE
Secondo te cosa significa?
Iwakura ci pensa un po’ su.
IWAKURA
Non saprei… E’ difficile interpretare i sogni. Se dovessi azzardare un’ipotesi, però, direi che la nebbia è un segno dell’incertezza che ti porti dentro, perché non riesci a vedere chiaramente certe situazioni della tua vita. Anche nel sogno non distingui bene le cose… e non comprendi quello che gli altri ti dicono.
Madeleine riflette sulla risposta di Iwakura.
MADELEINE
Può darsi che tu abbia ragione. E’ ora di fare chiarezza.
Stacco.
Scena 25 (Esterno, giorno)
L’auto di Madeleine sta percorrendo un lungo viale alberato. Dopo un centinaio di metri la vediamo accostare sulla destra, fermandosi con il motore acceso.
Primo piano della ragazza, che si sporge a guardare la casa davanti a cui si è fermata.
MADELEINE
Dev’essere questa.
Anche Iwakura controlla.
IWAKURA
L’indirizzo è giusto.
Madeleine si guarda intorno, poi indica qualcosa davanti a sé.
MADELEINE
Lo è. Quella è la macchina di Jean Paul.
Rimane poi ferma, con lo sguardo fisso verso un punto indefinito.
IWAKURA
Vuoi che venga con te?
Lei scuote la testa.
MADELEINE
Posso farcela da sola.
Come a confutare le parole appena pronunciate, la ragazza spegne il motore dell’auto.
MADELEINE
Puoi andare a fare un giro, se vuoi.
Lui annuisce.
IWAKURA
Resterò nei paraggi.
Madeleine lo ringrazia con lo sguardo, poi entrambi scendono dalla macchina.
La ragazza si dirige verso la casa, con Iwakura che rimane a osservarla da lontano. Poi lui si allontana e la MdP segue Madeleine, che sale due scalini e poi suona il campanello.
Dopo qualche secondo la porta si apre e sulla soglia compare una donna sulla quarantina (Ingrid Chauvin). Abbronzata, molto bella.

DONNA
Buongiorno… Cerca qualcuno?
Madeleine sembra spiazzata, ma cerca di rispondere con tono deciso.
MADELEINE
Sto cercando Jean Paul Berger.
DONNA
Sta facendo la doccia. Lei è…?
MADELEINE
Mi chiamo Madeleine. Sono la sua fidanzata.
La donna solleva un sopracciglio.
DONNA
Ah… Ho sentito parlare di lei. Prego, si accomodi.
Madeleine segue la donna all’interno della casa, un appartamento elegante e ben tenuto. Entrano in un salotto e la donna invita Madeleine a sedersi sul divano.
DONNA
Prego. Vado a dire a Jean Paul che è qui.
La donna si allontana e Madeleine, dopo essersi seduta, rimane sola nella stanza. Si guarda intorno e la MdP ci mostra oggetti e soprammobili tipici di una casa vissuta. Alla fine si sofferma su una foto incorniciata, posata su un mobile.
Madeleine si alza per osservarla meglio.
Dettaglio della foto, che ritrae la donna insieme a un giovane di bell’aspetto, sui venticinque anni. Sono abbracciati sulla panchina di un parco verde e fiorito.
Dall’espressione di Madeleine possiamo intuire che si tratta di Jean Paul.
VFC (Donna)
Ci siamo conosciuti quando è venuto qui per la prima volta a vedere il locale di suo zio.
Madeleine si volta e ritrova la donna in piedi, appoggiata allo stipite della porta.
DONNA
Lavoro anch’io lì e mi ero offerta di ospitarlo per il periodo che avrebbe trascorso a Lione…
Madeleine posa la foto sul mobile, meccanicamente.
DONNA
All’inizio doveva essere solo questo, ma col passare dei giorni abbiamo scoperto di avere tante cose in comune… Mi spiace molto che Jean Paul non abbia trovato ancora il coraggio di dirtelo.
Madeleine distoglie lo sguardo. Gli occhi improvvisamente lucidi.
DONNA
Non avresti dovuto saperlo così.
Madeleine prende un lungo respiro e trova la forza di parlare.
MADELEINE
Quanto è seria… questa cosa?
DONNA
Jean Paul ha fatto domanda la settimana scorsa per cambiare la propria residenza. Ha deciso di trasferirsi qui definitivamente.
La donna si volta verso il corridoio, da cui sentiamo provenire dei passi.
DONNA
Vi lascio soli.
La donna si allontana e al suo posto compare sulla soglia il ragazzo della foto. La sua espressione è molto triste.
JEAN PAUL
Ciao Madeleine…
Primo piano della ragazza.
Parte una musica: “Itsuki lullaby”.
Stacco.
Scena 26 (Esterno, giorno)
Mentre sentiamo le note in sottofondo, vediamo Iwakura camminare lungo il marciapiede del viale alberato. Non si è allontanato molto e infatti poco distante da lui la porta della casa di Jean Paul si apre all’improvviso e ne esce Madeleine a passo svelto.
La ragazza cerca di mantenere lo sguardo alto e fiero, ma non appena vede Iwakura i suoi occhi si riempiono di lacrime.
Lui le si fa incontro e l’abbraccia, lasciando che si metta a piangere definitivamente.
Le immagini rimangono sui due per qualche secondo, poi con una dissolvenza incrociata si spostano all’interno dell’auto. Iwakura sta guidando, mentre Madeleine è seduta sul sedile del passeggero. Sta guardando fuori dal finestrino, con gli occhi rossi e un’espressione affranta sul volto. In mano ha una sigaretta che non sta fumando.
Altra dissolvenza incrociata.
E’ calata la sera e vediamo l’auto rientrare a Parigi.
Con uno stacco ci spostiamo nell’appartamento di Madeleine. Iwakura ha accompagnato la ragazza a casa e ora siede su una poltrona accanto al suo letto.
Madeleine è rannicchiata sul materasso e sta piangendo, mantenendo lo sguardo fisso nel vuoto.
Iwakura la osserva sconsolato.
Una dissolvenza incrociata ci porta invece in Giappone, dove troviamo Setchan che si alza dal letto. E’ mattina e la ragazza, in pigiama, si mette a sedere stiracchiandosi. Sembra di buonumore.
Dopo uno stacco la ritroviamo al ristorante, al lavoro. E’ molto indaffarata, ma ride e scherza con i clienti che le sorridono di rimando.
Un’altra dissolvenza incrociata e torniamo nell’appartamento di Madeleine. Osserviamo Iwakura mentre lascia la camera della ragazza, che finalmente si è addormentata. Lui la guarda un ultimo istante, prima di uscire dall’appartamento chiudendo la porta dietro di sé.
Uno stacco e le immagini si spostano all’interno della cucina del bistrot. Iwakura sta lavorando, sotto le indicazioni serrate di Marcel.
Altro stacco e seguiamo Iwakura mentre esce nel vicolo a gettare la spazzatura. Dopo averlo fatto, lancia un’occhiata verso la finestra di Madeleine, che questa volta non è lì ad aspettarlo.
Primo piano di Iwakura, preoccupato.
Un’ultima dissolvenza incrociata e torniamo in Giappone.
Vediamo un’auto parcheggiare e da essa scende Misawa. Il ragazzo fa per avviarsi verso il ristorante di Setchan, ma proprio in quell’istante la ragazza esce dal locale, salutando qualcuno all’interno. E’ molto bella ed elegante e dall’espressione di Misawa pare che se ne sia accorto anche lui.
Setchan gli sorride e lo saluta, dopodiché salgono entrambi in macchina.
La musica finisce.
Dissolvenza in nero.
Scena 27 (Esterno, sera)
Siamo al tramonto. Setchan e Misawa stanno passeggiando lungo l’argine del fiume Sumida, nel centro di Tokyo. Sullo sfondo vediamo il ponte Eitai.

MISAWA
Sei silenziosa.
SETCHAN
Scusami… E’ passato molto tempo dall’ultima volta in cui sono uscita con qualcuno.
MISAWA
Ti va di parlarmene?
Lei scuote la testa.
SETCHAN
No… Raccontami di te.
MISAWA
Che richiesta difficile… Cosa vorresti sapere?
SETCHAN
Non saprei… Dimmi se studi o se lavori, per esempio.
MISAWA
D’accordo. Ho già completato gli studi, però alla fine ho preso una strada diversa e ho deciso di aprire una piccola agenzia di viaggi. E’ un lavoro che mi piace molto.
SETCHAN
Una scelta coraggiosa…
La ragazza sembra riflettere qualche istante.
SETCHAN
Non è che conosci un posto che potrebbe convincermi ad amare l’isola di Hokkaido?
Lui la guarda sorpreso e un po’ perplesso.
MISAWA
Hokkaido?
Setchan annuisce con convinzione.
MISAWA
Beh, è semplice… Potrei accompagnarti a Otaru, dove c’è la casa dei miei genitori.
Questa volta è Setchan ad apparire sorpresa.
Misawa ride per l’espressione di lei.
MISAWA
Sì, sono originario di Otaru. In realtà scherzo, perché lì non c’è proprio niente da vedere. Però da noi ci sono davvero molti bei posti e sarebbe facile convincerti ad amare l’isola. Come mai mi hai fatto questa domanda?
SETCHAN
Mio nonno era nato a Hokkaido. Io sono stata là solo una volta, quando ero piccola, ma, non so perché, ne conservo un ricordo molto triste. Offuscato, dato che non ho in testa che immagini poco nitide, ma senza dubbio negativo.
MISAWA
L’isola è piuttosto inospitale in certi periodi dell’anno. Può darsi che tu ci sia passata in uno di quei mesi.
SETCHAN
Può essere, sì. Il fatto, però, è che mio nonno è morto da poco e non mi sembra corretto conservare questo brutto ricordo del suo paese natale. Ecco… vorrei correggere questa impressione.
Misawa sorride.
MISAWA
Sono certo che riusciremo a porre rimedio a questo. Anzi, sarei lieto di accompagnarti per assicurarmene.
Setchan abbassa lo sguardo.
SETCHAN
Sei gentile.
MISAWA
Sarebbe un piacere. Sai, da quando sono a Tokyo è la prima volta che mi capita di voler davvero conoscere una persona che non faccia parte della mia famiglia. Appena ti ho vista, ieri… ho sentito questo impulso.
Setchan sembra leggermente imbarazzata.
MISAWA
Scusami, non volevo metterti a disagio. Dico sul serio, però: sono rimasto molto colpito da te.
SETCHAN
Sai, anch’io ho provato qualcosa del genere. Ho sentito quel che dicevi sul tuo cane, a tua sorella… Ho subito pensato: che ragazzo sensibile! Dovevi essere così affezionato a lui…
Lui annuisce.
MISAWA
E’ così. Ricordo ancora il giorno in cui mio padre me lo consegnò in braccio. Io ero un bambino e lui un cucciolo… Siamo cresciuti insieme.
SETCHAN
Io non ho mai avuto un animale domestico, ma mi sarebbe piaciuto averne uno a scodinzolare per casa.
MISAWA
Come mai i tuoi non hanno esaudito il tuo desiderio?
SETCHAN
Per via del ristorante. Siamo fuori di casa quasi tutto il giorno e Tomo-chan avrebbe dovuto stare solo quasi tutto il tempo.
MISAWA
Tomo-chan? Gli hai anche già dato il nome?
SETCHAN
Sì… E’ così che l’avrei chiamato.
Lui ride divertito.
I due camminano in silenzio per qualche secondo, poi si fermano davanti a un bello scorcio della città vista dal fiume.
SETCHAN
Misawa… Per te cosa significa sentirti felice?
MISAWA
Accidenti… Vuoi fare discorsi difficili, eh?
SETCHAN
No… Volevo solo sapere cosa ti viene in mente se pensi alla felicità.
MISAWA
Devo pensarci. E tu, invece?
Lei sorride.
SETCHAN
A me vengono in mente Doremon e Nobita.
Misawa sembra non capire.
MISAWA
Credo tu debba spiegarti meglio…
Lei sorride, consapevole della propria eccentrica risposta.
SETCHAN
Sai, ho un piccolo orologio con la loro immagine. Sono nella stanza di Nobita, tutta disseminata di manga, e leggono sorridenti. Nobita è sdraiato a pancia in giù, appoggiato a un cuscino piegato a metà, i gomiti a terra, mentre Doraemon è seduto con le gambe incrociate e, mentre legge, mangia dei biscotti. Sarà per il rapporto fra loro due, con Doraemon che fa lo scroccone, sarà perché la scena è quella di una famiglia allegra, ma penso sempre che questa sia l’immagine della felicità.
Misawa guarda Setchan sorpreso e ammirato.
Poi si volta a guardare il ponte d’acciaio illuminato.
MISAWA
Per me, invece… Per me la felicità è essere libero. E’ una sensazione di energia che mi cresce dentro e mi dà l’impressione di poter andare ovunque. Dove andare e cosa fare non è importante, purché io mi senta in forma. Ecco… per me la felicità è questo: non il fatto di andare davvero da qualche parte, ma sentire questa energia che sale pensando di poterlo fare.
Setchan sorride, riflettendo sulla risposta di Misawa. Poi anche lei si volta a osservare il ponte.
La MdP inquadra la coppia in un prolungato primo piano.
Parte una musica: “Warabi gami”, Misako Koja.
Dissolvenza incrociata.
Scena 28
Con la musica in sottofondo vediamo diverse scene susseguirsi in una serie di rapide dissolvenze incrociate.
- Iwakura lavora al bistrot; il ritmo è intenso.
- Setchan lavora al ristorante, dove il ritmo è più rilassato.
- Iwakura esce nel vicolo a gettare la spazzatura: Madeleine non c'è.
- Setchan esce dal ristorante e trova Misawa ad aspettarla.
- Iwakura termina il proprio turno di lavoro. I suoi colleghi lo salutano e lui risponde vagamente sorpreso. Alza lo sguardo verso la finestra di Madeleine e la trova lì, seduta sul davanzale a fumare. Iwakura la osserva. I loro sguardi si incrociano.
- Setchan e Misawa sono a cena in un ristorante. Parlano e sembra che si stiano divertendo.
- Iwakura è seduto sul davanzale della finestra di Madeleine, accanto a lei. L’impressione è che Madeleine si stia sfogando e che Iwakura stia per lo più ascoltando pazientemente.
- Setchan e Misawa passeggiano lungo il fiume e chiacchierano. Notiamo che sta nevicando e che indossano vestiti pesanti.
- Anche a Parigi nevica. Iwakura e Madeleine stanno passeggiando lungo gli Champs-Elysées addobbati con le luminarie natalizie.
- Setchan e Misawa stanno festeggiando il capodanno, in un locale con tante altre persone. Dopo il brindisi i due si baciano.
- Fuochi d’artificio, a Parigi. Iwakura e Madeleine li guardano dalla finestra. La ragazza sta piangendo e Iwakura l’abbraccia.
- Setchan e Misawa sono a letto e stanno facendo l’amore.
- Iwakura sta uscendo dall’appartamento di Madeleine, ma lei lo trattiene per un braccio. I due si guardano intensamente per diversi secondi, poi si baciano.
- Setchan è nuda sul letto di Misawa. Sta guardando il soffitto con espressione pensierosa. Misawa si avvicina a lei e l’accarezza. Setchan si volta a guardarlo e sorride.
- Osservandoli dall’esterno della finestra che dà sul vicolo cieco, vediamo che anche Iwakura e Madeleine stanno facendo sesso.
- Vediamo ora una giornata di sole primaverile. Misawa e Setchan stanno camminando lungo il sentiero di un bosco verde e rigoglioso, zaino in spalla. A un certo punto sbucano in cima a una collina da cui si vede il mare. Misawa lo indica mostrandolo a Setchan.
- Iwakura e Madeleine passeggiano mano nella mano lungo i giardini delle Tuileries, in direzione del Louvre. Turisti in canottiera e pantaloncini corti si aggirano nel caldo afoso dell’estate parigina.
- Seguiamo una foglia morta che cade, poi Setchan che corre in bicicletta a effettuare una consegna. Indossa il cappotto per ripararsi dal vento dell’autunno che fa volare le foglie secche che si trovano per strada.
- Iwakura, inquadrato di profilo, guarda la neve che cade fuori dalla finestra dell’appartamento di Madeleine. La ragazza è nuda, addormentata sul letto che rimane sullo sfondo. Vediamo che lui si volta all’improvviso verso qualcosa che attira la sua attenzione. Lo prende in mano: è il cellulare. Iwakura risponde alla telefonata e assume subito un’espressione sorpresa. E addolorata.
La musica sfuma.
Dissolvenza in nero.
Scena 29 (Interno, giorno)
Le immagini tornano e la MdP ci mostra una splendida veduta aerea di Parigi con i tetti coperti di neve.
Uno stacco ci porta alla finestra di Madeleine, dove troviamo la ragazza e Iwakura seduti sul davanzale.
Madeleine sta fumando, come di consueto.
MADELEINE
E così te ne vai.
Iwakura annuisce, lentamente.
IWAKURA
Mio padre ha bisogno che io sia con lui, ora. Gli toccherà chiudere il negozio, altrimenti.
MADELEINE
E tu questo non lo vuoi, vero?
IWAKURA
No. E non è solo perché lo devo a mia madre, né perché è la cosa giusta da fare. Lo faccio perché io voglio che sia così, perché desidero mettere la mia esperienza al servizio di questo lavoro…
Madeleine dà un tiro alla sigaretta.
MADELEINE
E’ il motivo per cui sei venuto a Parigi, no? Fare esperienza e capire se la tua strada era quella di continuare il lavoro dei tuoi.
Iwakura annuisce.
MADELEINE
Se hai avuto la tua risposta e hai capito che è quello che vuoi fare, allora è giusto che tu vada.
Lui guarda la ragazza con riconoscenza.
MADELEINE
Mi dispiace molto per tua madre.
IWAKURA
Grazie.
MADELEINE
Mi dispiace anche che questo abbia segnato la fine della tua vita in questa città…
IWAKURA
A me dispiace lasciarti nuovamente sola.
Lei dà un altro tiro alla sigaretta e si stringe nelle spalle.
MADELEINE
Mi hai dato tanto in questi mesi, Iwakura… Più di quanto io abbia dato a te. E forse anche più di quanto tu possa darmi ancora negli anni a venire, se mai fossi rimasto. Sei stato la giusta persona da avere al mio fianco, nel periodo che mi sto lasciando alle spalle, e te ne sarò eternamente grata.
Iwakura sembra imbarazzato.
Madeleine dà l’ultimo tiro alla sigaretta e la getta in strada, in mezzo alla neve.
MADELEINE
E poi sapevo che non saresti rimasto qui per sempre. Guarda…
Madeleine rientra in casa agilmente e si dirige verso un mobile. Apre un cassetto e ne tira fuori una fotografia.
Torna alla finestra e la consegna a Iwakura, che la guarda.
Dettaglio della foto: ritrae Iwakura nel vicolo, in piedi accanto alla propria bicicletta; in mano ha la foto che ritrae lui e Setchan e la sta contemplando con aria assorta, vagamente malinconica. Dall’angolazione capiamo che la foto è stata scattata da quella stessa finestra.
MADELEINE
L’ho scattata tre mesi fa. Ero qui, in piedi al buio. Guardavo le stelle in attesa che tu uscissi e quando ti ho visto lì in piedi, a guardare quella foto, ho capito. Ho capito che non saresti rimasto a Parigi per tutta la vita, perché c’era qualcuno di troppo importante che ti aspettava, a casa tua.
IWAKURA
Non lo so se mi sta ancora aspettando.
Lei sorride.
MADELEINE
E’ esattamente quello che la tua espressione nella foto sta dicendo. E questa è l’immagine che ritrae la tua storia. Ne ho avuto la certezza nel momento stesso in cui l’ho scattata. Non una foto con me accanto in un qualche angolo romantico di Parigi, ma questa. E’ il mio lavoro. Lo so.
Iwakura fissa la fotografia, in silenzio.
MADELEINE
Quindi vai. Non dimenticarti mai di me, ma vai.
Lui la guarda negli occhi, ammirato. Poi annuisce.
La MdP li inquadra dall’esterno, allontanandosi sempre più fino a tornare ad alzarsi in volo, in una veduta aerea di Parigi.
Sentiamo il fischio di un aereo.
Stacco.
Scena 30 (Esterno, giorno)
Con il fischio ancora in sottofondo vediamo un aereo atterrare.
Uno stacco e troviamo Iwakura mentre esce dall’aeroporto e si trascina dietro il trolley.
Un uomo lo sta aspettando dall’altra parte della strada e quando lo vede lo saluta.
Iwakura attraversa e, senza dire una parola, lo abbraccia.
Ancora uno stacco e assistiamo al funerale della madre di Iwakura. Siamo in un santuario scintoista e vediamo una bara vicino a un piccolo altare. Accanto a essa notiamo una ciotola di riso con due bacchette in posizione verticale.
Una fila di persone, probabilmente amici e parenti, sono in fila davanti alla bara, nell’atto di offrire preghiere o incenso. Tra di esse scorgiamo Iwakura, vestito con un abito formale.
Un altro stacco e seguiamo nuovamente Iwakura mentre cammina per strada. Probabilmente è passato qualche giorno, perché ora è vestito con abiti quotidiani.
Dopo aver percorso alcuni metri, il ragazzo si ferma davanti al ristorante di Setchan. Sembra incerto. Forse sta cercando il coraggio di entrare.
Alla fine, dopo aver indugiato qualche istante ancora, apre la porta e la oltrepassa.
Passiamo all’interno del locale, dove individuiamo subito Setchan, impegnata come al solito a servire ai tavoli. Qualcosa, come d’istinto, la spinge ad alzare lo sguardo. Si volta verso l’entrata e lì, in piedi, vede Iwakura.
Si porta una mano alla bocca, per la sorpresa.
Primo piano di Iwakura, che accenna a un sorriso.
Primo piano di Setchan, completamente disorientata.
Stacco.
Scena 31 (Esterno, giorno)
Parte una musica in sottofondo: “Shiki”, Dozan Fujiwara.
Vediamo Setchan e Iwakura che camminano in un parco. Sono entrambi silenziosi, all’apparenza intimiditi dalla situazione. E’ Setchan a rompere il silenzio.
La musica si abbassa, rimanendo in sottofondo.
SETCHAN
Mi dispiace molto, per tua madre. Se avessi saputo, sarei venuta al funerale…
IWAKURA
Non ti preoccupare. Anzi, forse è stato meglio così. Non credo che sarei stato pronto per vederti, quel giorno.
Setchan annuisce, mostrando di comprendere perfettamente. Poi osserva Iwakura, esaminandolo e studiandolo.
SETCHAN
E’ passato tanto di quel tempo… Sei diventato davvero un uomo.
Iwakura ricambia lo sguardo.
IWAKURA
Anche tu sei diventata decisamente una donna.
Setchan sorride, lieta di quell’occhiata complice.
SETCHAN
Tuo padre sta bene?
IWAKURA
No, è molto giù. Mi dispiace molto vederlo così.
Fa una piccola pausa.
IWAKURA
Sono tornato per continuare il lavoro dei miei, sai?
SETCHAN
L’avevo immaginato. Che tipo di negozio pensi di fare? Tuo padre continuerà con il roll cake e tu farai i tuoi dolci?
IWAKURA
Ci ho pensato… Ma il negozio si è fatto un nome come pasticceria specializzata in roll cake e così credo che farò i miei dolci solo a Natale, o su ordinazione.
SETCHAN
Mi sembra la scelta migliore.
IWAKURA
Mio padre ha delle invenzioni e una tecnica uniche. Io, per quanto abbia studiato, non sono ancora al suo livello in fatto di roll cake.
SETCHAN
Pensi di riuscire a ereditare quelle qualità?
IWAKURA
Se starò attentissimo ai sapori, dovrei farcela. Mio padre è un vero artigiano… Dice che i dolci appena sfornati, a toccarli, devono essere caldi ma non al punto di bruciare le dita. Dice che il suo modo di impastare cambia ogni giorno e che il criterio non si basa né sul clima, né sulla temperatura, ma su qualcosa che non si può spiegare a parole. Inoltre, nell’impasto, mette anche olio vegetale con quantità e tempismo perfetti.
I due arrivano nei pressi di una panchina e lì si siedono.
IWAKURA
Questi modi di fare di mio padre finora mi erano sembrati le stravaganze di uno che non ha mai studiato, ma adesso li ho rivalutati. In Francia ho capito che si impara molto di più studiando l’istinto dei grandi cuochi, che non imparando a memoria le ricette su un libro. Quindi, osservando la tecnica di mio padre, a modo mio vorrei impadronirmene. Del resto anche mio padre si diverte a imparare cose nuove da me. Magari riusciremo a inventare dei dolci originali, insieme… Spero che questo possa dargli nuova fiducia.
SETCHAN
Ha paura che senza tua madre non riuscirete a mandare avanti il negozio?
Iwakura fa segno di sì con la testa.
IWAKURA
Questo è un problema. E’ stata anche la capacità di mia madre con i clienti a decretare il successo del nostro negozio. Senza di lei cambieranno diverse cose. Anche facendo i salti mortali non riusciremo mai a fare quello che faceva mia madre. Aveva un vero talento nel trattare con la gente. Però sai, all’estero ho imparato molto sui rapporti con le persone. Potrei cercare di mettere a frutto quelle esperienze…
Setchan abbassa lo sguardo. Sembra stia pensando se porre o meno la domanda che ha in mente. Alla fine si decide.
SETCHAN
In Francia… Hai conosciuto qualche donna?
Iwakura appare sorpreso per la domanda, ma non si scompone più di tanto. La sua espressione sembra serena.
IWAKURA
Sì. Ho avuto le mie gioie e i miei dolori… Ma, per quanto spesso l’abbia desiderato… e cercato… non ho mai smesso di pensare a te. E anche la storia con quella donna, alla fine si è conclusa con una certezza: che ero ancora innamorato di te. Guarda.
Iwakura tira fuori dalla tasca interna del cappotto la foto che Madeleine gli ha consegnato il giorno che si sono lasciati.
IWAKURA
Questa foto l’ha scattata lei. Erano mesi che uscivamo insieme, ma quel giorno io osservavo la nostra foto, con nostalgia. Volevo rivederti. Volevo abbracciarti di nuovo…
Setchan osserva la foto. Un sorriso malinconico compare sul suo volto.
SETCHAN
Anch’io ho guardato tante volte quella fotografia… Quella donna aveva detto che ci saremmo ricordati di lei.
IWAKURA
Sì… Aveva detto anche che ci saremmo sposati.
Setchan annuisce.
SETCHAN
E’ vero, l’ha detto.
Iwakura fissa la ragazza, cercando di comprendere il suo stato d’animo.
IWAKURA
Sai… Tante volte mi sono chiesto se mi avresti aspettato. Anche se non sapevi se sarei tornato.
SETCHAN
Per molto tempo l’ho fatto. Poi ho avuto anch’io una grande passione per un uomo. Mi ero anche quasi convinta di abbandonare l’idea di lavorare al ristorante, per sposarlo e aiutarlo nella sua attività. Ma non ho potuto farlo.
IWAKURA
Cosa ti ha fatto cambiare idea?
SETCHAN
E’ successo un giorno che andavo in bicicletta a fare una consegna… Sono passata davanti alla tua vecchia casa. La stavano demolendo.
IWAKURA
Oh… Hanno tardato più del previsto.
Setchan annuisce.
SETCHAN
Non ci crederai, ma ho visto in giardino quella coppia…
IWAKURA
Davvero? I fantasmi?
SETCHAN
Sì. Erano in piedi e si tenevano per mano. Guardavano la loro abitazione mentre veniva buttata giù. E allora ho pensato che quei due avremmo potuto essere noi due, un giorno, che avremmo potuto vivere la nostra vita insieme, felici… fino al momento in cui anche la nostra casa sarebbe stata demolita perché non c’eravamo più. Mi sono sentita serena, al pensiero. Ho capito che quello era il mio destino. Il nostro destino. E infatti un mese dopo eccoti qui.
Iwakura sorride.
IWAKURA
Forse dovremmo invitarli al nostro matrimonio, allora.
Setchan sorride.
SETCHAN
Io credo che verranno comunque.
I due giovani si guardano a lungo negli occhi, poi, lentamente si avvicinano e si baciano, abbracciandosi.
La musica si alza nuovamente di volume e la MdP si sofferma su Iwakura e Setchan, finalmente di nuovo insieme.
Un lento zoom in allontanamento ci permette di osservarli seduti sulla panchina, al centro del parco in cui cominciano a sbocciare i primi fiori primaverili.
La musica finisce.
Dissolvenza in nero.
Partono i titoli di testa e dopo qualche secondo una musica che li accompagna: “Sakura sakura”, Rin’.